Servizi trasfusionali della Regione Lazio: la riorganizzazione passa anche per Latina. Ė questo il risultato ottenuto grazie a una lunga battaglia, che vede due tappe fondamentali nella approvazione di un ordine del giorno in Consiglio regionale e di un atto che riconosce all’ospedale Santa Maria Goretti un ruolo centrale. Con la definitiva pubblicazione del documento di “Riordino e revisione della Rete trasfusionale della Regione Lazio”, il nosocomio pontino diventa ufficialmente la struttura capofila della Macroarea del Basso Lazio, che comprende i presìdi di Anzio, Formia e della provincia di Frosinone. Un risultato ottenuto in virtù di un ordine del giorno presentato dal consigliere Enrico Tiero, membro della Commissione Sanità e presidente della Commissione Sviluppo economico e attività produttive del Consiglio regionale del Lazio. La storia parte da lontano, da quando nel 2023 si decise di procedere alla fase di razionalizzazione della rete trasfusionale regionale, in linea con la programmazione degli uffici di via Cristoforo Colombo e in ossequio ai piani di ottimizzazione del servizio. In tale fase si è rischiato molto, si paventava addirittura di accorpare tutti i servizi trasfusionali del territorio pontino al Policlinico romano di Tor Vergata, una prospettiva nefasta sotto ogni punto di vista, scongiurata grazie a una consonanza di vedute tra le forze politiche locali, gli operatori e i cittadini. E oggi si apprezza il risultato, che premia il Servizio Immunotrasfusionale (Simt) dell’ospedale Goretti, per la cui efficienza tanto si è speso il suo direttore Francesco Equitani, potenziandone l’aspetto organizzativo e conferendo valore aggiunto sul piano clinico e professionale. Competenze non prese minimamente in considerazione nella proposta elaborata dal “Nucleo tecnico operativo” regionale, un organismo la cui decisione avrebbe seriamente messo in discussione il ruolo strategico del Santa Maria Goretti a livello locale, specie per quanto attiene alla rete ospedaliera. Una prospettiva che aveva sollevato preoccupazioni tra gli operatori e le istituzioni locali. “Abbiamo ritenuto inaccettabile che un centro di tale livello potesse essere ridimensionato – spiega Tiero – e abbiamo lavorato affinché venisse riconosciuto ciò che sul campo è già una realtà: il Goretti ha la capacità, le competenze e le strutture per essere il fulcro operativo della rete trasfusionale nel basso Lazio. La Regione, ascoltando le nostre istanze, ha scelto la direzione giusta”. Una vittoria non solo politica ma dei cittadini che possono contare su un polo sanitario di riferimento con tutti i crismi.

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