Regione Lazio, una legge per non restare indietro
Approvata, su iniziativa di Rodolfo Lena, la legge sui disturbi dell’apprendimento
Disturbi dell’apprendimento, nel Lazio raggiunto un importante traguardo. Ė stata approvata, il 29 gennaio, dal Consiglio regionale di via della Pisana, la legge relativa a “Disposizioni in favore di persone con disturbi specifici di apprendimento”. Il provvedimento, a firma del consigliere Rodolfo Lena, vicepresidente della VII Commissione – Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare – in linea con quanto disposto dalla legge nazionale170 del 2010, rappresenta un cambio di paradigma rispetto al passato in quanto i disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia) non vengono più classificati come una patologia, bensì come una peculiarità che, se precocemente riconosciuta e non sottostimata, può essere correttamente affrontata attraverso interventi che garantiscano un’adeguata qualità di vita alle persone che ne sono portatrici. “Ė per me motivo di grande orgoglio – ha dichiarato l’esponente del Pd – e rappresenta un importante traguardo per la Regione Lazio”. Nella legge viene evidenziata l’importanza della diagnosi precoce e quella della tempestiva certificazione dei Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), due elementi che, se adottati in tempi brevi, consentono di poter mettere in atto gli strumenti necessari e consentire l’accesso a tutti gli interventi e le misure che la legge prevede. “Altro punto fondamentale riguarda la formazione professionale di operatori sanitari, sociosanitari e docenti – spiega ancora il consigliere – insieme alla multidisciplinarietà e la multi-professionalità delle equipe che si occupano di persone con Dsa”. Ė prevista inoltre l’istituzione di un Comitato tecnico-scientifico composto da professionisti provenienti da diversi ambiti formativi, specializzati in tali tipologie di disturbi, a cui si affiancheranno unità specifiche presso i servizi di Tutela della salute mentale e riabilitazione nella età evolutiva (Tsmree), che valutino le richieste di certificazione e alleggeriscano le liste d’attesa, attualmente congestionate. Previsti poi progetti multicentrici per lo sviluppo di buone pratiche, percorsi scolastici personalizzati che includano una didattica individualizzata e un referente scolastico per i Dsa. La legge si avvarrà di contributi regionali stanziati a favore delle istituzioni scolastiche e universitarie che promuovano progetti a supporto e sostegno delle persone portatrici di Dsa. Ulteriori contributi sono destinati alle famiglie – con Isee inferiore ai 35mila euro – sia per acquistare strumenti informatici e tecnologici che facilitino i percorsi di studio a casa, sia per certificazione, riabilitazione e sostegno psicologico. “In conclusione – chiosa Lena – con questa legge tutti gli aspetti relativi ai Dsa, familiari, scolastici, formativi, sociosanitari, lavorativi e sociali sono stati affrontati e disciplinati”. Un sostegno importante, nel segno di una reale inclusione sociale di persone che, altrimenti, rischierebbero di restare indietro.

