Un’oasi di felicità e dolcezza, in un deserto di solitudine e abbandono. Così si può definire il gattile “Azalea”, che da decenni ha la propria sede all’interno di quello che fu un efficiente ospedale romano, intitolato a Carlo Forlanini e venne chiuso dalla Regione Lazio il 30 giugno 2015, per ridurre la spesa sanitaria. Numerosi i volontari che operano all’interno di questo miracolo di sopravvivenza, sotto la guida attenta e competente di Daniela Froldi, una pasionaria che ha speso la sua esistenza in difesa dei felini, specie se malati e sofferenti. Venti anni fa, a pochi mesi dall’apertura, venne perfino il secondo canale della Tv tedesca, la Zdf “Zweites Deutsches Fernsehen” a raccontare di questa isola felice, con un habitat ideale per mici di tutte le specie, realizzato in un’area ai margini dell’enorme complesso, in una piccola porzione del grande e rigoglioso parco che si affaccia sulla via Portuense, che per i randagi del quartiere si è rivelata una salvezza. Ora questo prezioso ricovero, immensa risorsa a tutela degli animali e dell’ambiente, è messo in discussione da una burocrazia poco lungimirante. Sabato 14 dicembre, come è ormai consuetudine in ogni ricorrenza particolare, era stata organizzata la giornata di raccolta fondi natalizia ma la Regione Lazio, secondo quanto riferiscono alcuni consiglieri capitolini, avrebbe impedito l’evento, mettendo in seria difficoltà la struttura, che va avanti esclusivamente grazie alle donazioni e alla elargizione del 5 per mille. Secondo Rocco Ferraro – che siede in Aula Giulio Cesare con la lista civica “Gualtieri” ed è delegato alla Tutela animale della Città metropolitana – oltre ad aver impedito la raccolta fondi la Regione pretende il pagamento di affitti e arretrati per oltre 15mila euro, una cifra che l’associazione Azalea non è in grado di sostenere. Ferraro accusa la Regione Lazio “di visione miope sul tema del randagismo e una totale mancanza di rispetto per il lavoro quotidiano dei volontari che operano nelle colonie feline”. Un gruppo di benefattori, che si spende quotidianamente per il benessere animale e per trovare una famiglia agli animaletti abbandonati. In realtà, gli attacchi alla presenza del gattile non sono una novità. Anche negli anni passati la Regione Lazio minacciò varie volte lo sgombero della struttura e ora, ad amministrazione cambiata non cambia la musica, un allarme che ha messo i volontari in allarme. La richiesta è la “convocazione di un tavolo di confronto – insiste il consigliere – per individuare una soluzione che consenta all’associazione Azalea di continuare, come fa dal 2004, il suo prezioso impegno a tutela dei quasi 200 gatti randagi presenti sul territorio, bisognosi di cure e in attesa di adozione”. E rammenta che la tutela degli animali è una responsabilità istituzionale che va affrontata con serietà e collaborazione, considerato che la medicina veterinaria è una competenza proprio della Regione Lazio e ignorare chi quotidianamente si prende cura del territorio e delle sue fragilità, da parte di chi dovrebbe gestirle, è un vero paradosso.

 

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