Professioni sanitarie, ha preso il via il 20 gennaio il ciclo di audizioni informali sul disegno di legge “C.2700 in materia di professioni sanitarie e responsabilità professionale” e, tra i primi “auditi”, presso la Commissione Affari sociali e sanità della Camera, a cui il provvedimento è stato trasmesso il 2 dicembre 2025, c’è Federsanità, che dal 1995 riunisce le Aziende sanitarie e ospedaliere, gli Istituti di ricovero a carattere scientifico (Irccs) e i rappresentanti dei Comuni. Per la confederazione, era presente il vicepresidente vicario e direttore generale della Asl di Salerno Gennaro Sosto che, nel complesso, ha espresso una valutazione positiva sul provvedimento, definendolo un passaggio rilevante per il rafforzamento della qualità, della sicurezza e dell’equità del Servizio sanitario nazionale. “Il disegno di legge rappresenta un passaggio strategico per rafforzare qualità, sicurezza ed equità del Servizio sanitario nazionale – ha dichiarato Sosto – ma il successo della riforma dipenderà dalla capacità di garantire un’attuazione condivisa e coerente con i modelli organizzativi del Servizio sanitario nazionale, valorizzando le professioni, tutelando gli operatori e assicurando ai cittadini cure appropriate e di prossimità”. Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro della Salute Orazio Schillaci, prevede entro la fine dell’anno, l’adozione di uno o più decreti legislativi per darne concreta attuazione e Federsanità ha evidenziato, nella fase attuativa della delega, la necessità di coinvolgere Regioni, aziende sanitarie ed enti locali, assicurando coerenza con lo sviluppo delle Case e degli Ospedali di comunità, la sostenibilità organizzativa e l’equità di accesso ai servizi su tutto il territorio nazionale, azioni che non possono prescindere da una attività di raccordo e collaborazione con le istituzioni locali. Tra le priorità indicate figurano, inoltre, il rafforzamento del collegamento tra competenze e formazione, un piano nazionale per affrontare la crisi del personale del Servizio sanitario nazionale, con standard di dotazione sicura, il riconoscimento e la certificazione delle competenze avanzate delle professioni sanitarie. Molto sentita, per Federsanità, è l’esigenza di valorizzare le professioni sanitarie, adeguandone competenze e ruoli ai nuovi bisogni assistenziali, promuovendo modelli organizzativi fondati sull’integrazione sociosanitaria e sul lavoro multiprofessionale, in particolare nell’ambito dell’assistenza territoriale. Fondamentale, tra l’altro, una maggiore chiarezza nel riparto delle responsabilità tra professionisti e strutture, al fine di garantire la certezza del diritto e contrastare la medicina difensiva, che annualmente rappresenta un costo elevato per le casse sanitarie. Federsanità ha infine confermato la propria disponibilità a collaborare con Parlamento e Governo nella fase attuativa della riforma. Un buon viatico per un tranquillo percorso del provvedimento.

 

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