Primi nati del 2026: il dono di una nuova vita
A Roma e in quattro province i primi nati nel Lazio, apprezzamento delle istituzioni
Notte di San Silvestro, oltre alla corsa al divertimento e all’organizzazione del cenone, nei reparti di maternità di tutti gli ospedali d’Italia si mette a punto un’altra gara: la conquista di struttura che vede venire alla luce il primo nato dell’anno. Non solo un motivo di orgoglio per le équipe sanitarie e di gioia per i novelli genitori ma un auspicio di speranza per la vita che inizia. Nel Lazio il felice primato spetta all’ospedale Dono Svizzero di Formia, che a mezzanotte in punto ha visto venire al mondo Nicolò. Nella capitale è stata invece la casa di cura Santa Famiglia, struttura specializzata in ostetricia e ginecologia, che più o meno alla stessa ora ha visto venire alla luce Lavinia, Ottavia, Luca e Jiayi, figlio di una coppia cinese. Alla clinica di Prati, si affianca l’ospedale Gemelli dell’Isola Tiberina che all’esordio del 2026 ha udito i primi vagiti di Lorenzo. I bimbi, tutti di peso superiore ai tre chilogrammi stanno bene, incontenibile la felicità dei genitori e palpabile la soddisfazione delle équipe sanitarie, a cui si aggiunge quella dell’ospedale Sant’Eugenio dell’Eur, dove 29 minuti dopo la mezzanotte è nata Benedetta, confermando così il ruolo importante della maternità del nosocomio, tra i primi per numero di nascite a Roma. Alla nuova nata ha fatto visita Barbara Funari, assessore alle Politiche sociali di Roma Capitale, che insieme all’augurio della città ha regalato, come vuole la tradizione, una copertina bianca che “è l’abbraccio di Roma con un Giubileo della Speranza che si chiude, ma che ci proietta insieme nel futuro”, ha commentato Funari, ringraziando tutti i professionisti e donando un mazzo dei fiori alla raggiante mamma. Analogo apprezzamento ai sanitari è arrivato dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che ha ricordato anche Daniel, nato a Sora e Raffaele a Viterbo, venuti alla luce nelle prime ore del 2026. “Evviva la vita e il futuro che prendono forma”, si è espresso Rocca sulla sua pagina social, con l’auspicio che tali lieti eventi possano rappresentare un incoraggiamento a nuove nascite nella regione Lazio, dove esistono alcune isole felici in cui i parti sono in costante aumento. Oltre al Sant’Eugenio di Roma un buon andamento, in fatto di lieti eventi, spetta alla maternità dell’ospedale Paolo Colombo di Velletri che, a dieci mesi dalla riapertura dopo una lunga attesa, ha superato la soglia dei duecento parti, un traguardo considerevole per il direttore Massimo Petriglia, che non solo conferma gli obiettivi previsti ma li supera, registrando un andamento crescente degli interventi, ponendosi come punto di riferimento per le mamme in attesa di tutto il territorio della Asl Roma 6, che comprende i Castelli Romani e il litorale a sud di Roma, con Anzio e Nettuno. Si tratta di un reparto che, oltre a un punto nascita affidabile e sempre più richiesto, offre numerosi servizi, tra prestazioni ambulatoriali e interventi chirurgici di ginecologia, che richiamano pazienti anche dalla non lontana provincia di Latina. Risultati importanti che potrebbero essere di sprone a un incremento della natalità, uno dei temi più impellenti per il nostro futuro.

