Le parole contano, specie quando si tratta di salute. Per questo Federsanità – confederazione che dal 1995 associa ospedali, Asl, Istituti di ricerca, rappresentanti dei comuni – produce un podcast per “costruire un racconto diverso, più autentico e responsabile del Servizio sanitario nazionale, in un contesto segnato da una crescente distanza tra cittadini e sistema di cura e assistenza”, è scritto in una nota della Federazione. Un rapporto da ricucire, una fiducia da riconquistare, in un clima reso incandescente da un sistema mediatico non troppo indulgente, in cui interviene a ristabilire una “comunicazione più consapevole, trasparente e fondata sui fatti”, spiega ancora il comunicato. Sotto i riflettori il racconto spesso parziale e distorto della sanità pubblica, con cui si alimenta sfiducia, disinformazione e scelte non sempre consapevoli da parte dei cittadini. Per questo, lo strumento pensato si muove in un ambito teso a rafforzare il legame tra pazienti, comunità e governo del Servizio sanitario nazionale. “La comunicazione in sanità svolge un ruolo cruciale: contribuisce a plasmare percezioni, orientare comportamenti e promuovere la cultura della prevenzione. Tuttavia, la diffusione sempre più rapida di notizie incomplete o fuorvianti può compromettere la comprensione dei percorsi di presa in carico e delle dinamiche del sistema”, sostiene Fabrizio D’Alba (nella foto), presidente di Federsanità e direttore generale del Policlinico Umberto I di Roma. Al centro del racconto la buona sanità, i progressi scientifici, la centralità della salute e il valore dei professionisti che quotidianamente operano nel Servizio sanitario pubblico. In sintesi: una “contronarrazione”, così l’hanno denominata in Federsanità. Racconto apologetico? Autoreferenziale? Starà ai cittadini giudicarlo. Di fatto, è tutta da condividere l’affermazione del presidente che chiarisce che insieme ai risultati saranno mostrate anche criticità e sfide “per rafforzare il sostegno dei cittadini, coinvolgere attivamente le comunità e ricostruire il legame di fiducia tra collettività e servizio sanitario”.

 

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