Ostetrica, figura chiave nei servizi di prossimità
Sulla Riforma, in merito alla valorizzazione professionale, interviene Fnopo:
La Federazione Nazionale degli Ordini della Professione Ostetrica (Fnopo), guarda con attenzione alla riforma dell’assistenza territoriale e chiede che i decreti attuativi riconoscano in modo strutturale il ruolo delle ostetriche nei percorsi di prossimità. Centrale il contributo della professione nei consultori, nell’assistenza domiciliare e nell’integrazione ospedale-territorio, insieme a investimenti sul personale e a modelli multiprofessionali. La riorganizzazione dell’assistenza territoriale rappresenta una sfida decisiva per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Un passaggio necessario, soprattutto alla luce dei cambiamenti demografici, dell’aumento delle fragilità e della crescente richiesta di cure di prossimità. È in questo contesto che la Fnopo guarda con attenzione al disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei ministri, sottolineando la necessità che i principi della riforma trovino una traduzione concreta nei decreti attuativi. Per la Federazione, il rafforzamento dell’assistenza territoriale non può prescindere dal riconoscimento, pieno e strutturale, del contributo delle professioni sanitarie, in particolare di quella ostetrica, che da sempre opera nei contesti di prossimità, accompagnando donne, coppie e famiglie lungo tutto il percorso di salute riproduttiva, dalla prevenzione all’assistenza fino al post-parto. L’ostetrica rappresenta una figura chiave nell’assistenza territoriale. È spesso il primo riferimento sanitario per la donna, intercetta precocemente i bisogni di salute, promuove la prevenzione e contribuisce a ridurre il ricorso improprio alle strutture ospedaliere. Un ruolo che si inserisce pienamente negli obiettivi di equità, continuità assistenziale e umanizzazione delle cure richiamati dalla riforma. Secondo la Fnopo, affinché la legge delega produca effetti reali, è fondamentale che nei decreti attuativi venga esplicitata la centralità delle ostetriche nei servizi territoriali, nei consultori, nell’assistenza domiciliare e nei percorsi integrati ospedale-territorio, superando l’inattuale visione che pone l’ospedale al centro dell’assistenza. Come evidenziato dalle altre Federazioni sanitarie, il giudizio complessivo sulla riforma dipenderà in larga misura formulazione dei decreti attuativi. Per la Fnopo, gli stessi dovranno riconoscere in modo chiaro le competenze delle professioni sanitarie e favorire modelli organizzativi realmente multiprofessionali, in cui ogni figura possa operare secondo le proprie specificità. Unita agli aspetti organizzativi è la necessità di investimenti adeguati sul personale, sia in termini quantitativi che qualitativi, in base a condizioni di lavoro e valorizzazione professionale ed economica. Senza queste premesse, il rischio è che la riforma resti un intervento formale, incapace di rispondere ai bisogni reali delle persone e dei territori. La Fnopo ribadisce che un’assistenza territoriale efficace passa attraverso una reale integrazione tra servizi sanitari e sociali. In questo quadro, la professione ostetrica può offrire un contributo determinante nella presa in carico delle fragilità, nella tutela della salute materno-infantile e nella promozione di percorsi di accompagnamento personalizzati. La Federazione conferma la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni, mettendo a disposizione competenze tecniche e professionali per contribuire alla costruzione di un sistema di cure più vicino ai cittadini, capace di ridurre le disuguaglianze e di garantire il diritto alla salute lungo tutto l’arco della vita.

