Sono 86 milioni e 96 mila euro, gli ulteriori fondi destinati alla messa a norma e al potenziamento delle strutture ospedaliere della Regione Lazio. Un processo iniziato da tempo. Ė il piano decennale di edilizia sanitaria che ora sta subendo una positiva accelerazione. Con una delibera di giunta, via Cristoforo Colombo ha previsto numerosi interventi, grazie a risorse provenienti dallo Stato, per un totale di 82 milioni mentre 4,3 arriveranno dalla Regione stessa. Le risorse più consistenti andranno agli Istituti Fisioterapici Ospitalieri (Ifo) Regina Elena e San Gallicano, che riceveranno 25 milioni di euro per realizzare un centro di Protonterapia, tecnica all’avanguardia per trattare con una precisione maggiore della radioterapia, i tumori localizzati vicino organi come cervello, midollo e cuore. Attualmente tale tecnica è utilizzata nei centri specializzati di Trento e Pavia e Roma diviene così struttura di rifermento per tutto il centro-sud Italia. Oltre alla capitale, anche la provincia farà la sua parte. Sarà la Asl di Latina a ricevere 12 milioni di euro. Tornando a Roma, 7 milioni andranno al policlinico Umberto I per ristrutturare il blocco di Neonatologia e la terapia intensiva neonatale, 2,9 milioni saranno impiegati per la Cardiologia d’Urgenza del San Camillo e 2,6 per riqualificare la Neurologia del San Giovanni. Stralciato dalla delibera lo stanziamento di 23 milioni di euro, destinati al Policlinico Gemelli per la costruzione di un nuovo corpo, per cui si procederà con un diverso atto amministrativo. Lo stanziamento risponde all’attenzione per il potenziamento delle province del Lazio, cavallo di battaglia del presidente della Regione Francesco Rocca, consapevole di non poter dotare ogni comune di un ospedale ma convinto che “la sanità regionale debba puntare, oltre che su Roma, sulle province assicurando una maggiore vicinanza dei servizi sanitari al territorio”. Ha ripetuto il concetto il presidente, nel corso di una visita all’ospedale Angelucci di Subiaco il 27 aprile, occasione in cui è stato presentato il progetto di potenziamento del nosocomio. Una richiesta avanzata da tempo dai cittadini della Valle dell’Aniene, privi di servizi fondamentali, che hanno visto una drastica riduzione dei posti letto negli anni: dagli iniziali 120 a soli 30. Si tratta di una convenzione tra la Asl Roma 5 e l’Università di Tor Vergata che consentirà, grazie a un investimento di 1 milione e 400 mila euro, la realizzazione di una nuova sala operatoria e il recupero della attuale, con possibilità di smaltire le liste di attesa del policlinico romano trattando i pazienti a Subiaco, con le équipe chirurgiche dell’ospedale universitario. Un impegno ambizioso, considerato lo scarso utilizzo negli anni, dei fondi destinati all’abbattimento delle liste di attesa, pari solo al 3% e accertato il disavanzo stimato in 738 milioni, che rende difficile numerosi investimenti.

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