Ortottica, vediamoci chiaro
Ortottisti: “La salute visiva è un tema sociale e di salute pubblica”.
Settanta anni fa, con il Decreto del Presidente della Repubblica, Dpr 21 settembre 1955, nasceva la figura dell’Ortottista, una delle trentuno professioni sanitarie riconosciute in Italia. Il primo corso universitario in ortottica partì all’Università degli studi di Milano, dando avvio a una crescita costante dal punto di vista clinico e scientifico. La Commissione di albo nazionale degli Ortottisti della Federazione degli Ordini professionali dei tecnici radiologi, della prevenzione e riabilitazione (Fno Tsrm e Pstrp), ogni primo lunedì di giugno celebrano la Giornata internazionale dell’Ortottica con la consapevolezza che la professione, nell’Italia che invecchia, assume sempre più importanza. Lo attestano le parole della presidente della Commissione di albo nazionale degli Ortottisti afferente alla Fno Tsrm e Pstrp Lucia Intruglio, che richiama l’attenzione sul valore della prevenzione visiva e sull’apporto fondamentale degli Ortottisti nella vita quotidiana delle persone, dall’infanzia alla terza età. Essere “in salute visiva” non significa soltanto “vederci bene” o avere “10/10”. Poter contare su una buona visione si riflette sulla qualità della vita delle persone. Ed è qui che entra in gioco l’Ortottista, professionista sanitario che promuove l’educazione alla salute visiva. “Ci occupiamo della prevenzione, della valutazione e della riabilitazione dei disturbi visivi che impediscono la binocularità – spiega la presidente – e accompagniamo la persona nei momenti in cui la vista incide sulla propria autonomia e sul suo benessere. Oggi più che mai dobbiamo aiutare i cittadini e le istituzioni a comprendere che la salute visiva non è solo un tema specialistico: è un tema sociale, educativo e di salute pubblica”. Altri campi di intervento sono: strabismo, ambliopia, disturbi della convergenza, affaticamento visivo e alterazioni della motilità oculare. “Accompagniamo la persona lungo tutto il corso della vita, dagli screening pediatrici ai percorsi riabilitativi per persone fragili e anziani” chiarisce Intruglio, sottolineando come l’età evolutiva sia oggi la fase più delicata per la vista, considerato il tempo che i ragazzi passano davanti a monitor di Tv, computer, tablet o telefoni cellulari. Lo attestano i dati dell’Istituto superiore di Sanità e tali comportamenti provocano difficoltà di messa a fuoco, stanchezza oculare, cefalee, disturbi della convergenza e calo dell’attenzione. “La prevenzione è la vera chiave – sottolinea ancora Intruglio – intercettare precocemente un problema visivo significa evitare conseguenze che possono incidere sull’apprendimento, sulla socialità, sull’autonomia e sulla sicurezza delle persone”. Per gli anziani, in particolare, i deficit visivi non corretti aumentano il rischio di cadute, fragilità e decadimento cognitivo, tanto che il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031 del ministero della Salute richiama l’attenzione sul tema e sulla necessità della educazione sanitaria e prevenzione. Nella Giornata mondiale dell’Ortottica, gli Ortottisti italiani ricordano quanto sia importante non aspettare che un problema visivo diventi evidente, e invitano a prendersi cura della propria vista con controlli periodici. Per saperne di più https://www.iss.it/-/dal-diritto-alla-disconnessione-a-quello-di-un-ambiente-senza-fumo-5-diritti-per-il-benessere-dei-bambini-e-ragazzi;

