Obesità, nel Lazio la celebrazione della Giornata mondiale si chiude con l’annuncio del Progetto pilota della Asl Roma 1, che in via sperimentale, per 24 mesi, prenderà in carico residenti tra i 18 e i 75 anni con obesità severa, afflitti da malattie croniche, Isee inferiore ai 20mila euro e tentativi di perdita di peso andati a vuoto fornendo assistenza clinica, supporto psicologico e monitoraggio costante. Si tratta di un progetto pilota individuato come “Percorso multidisciplinare di presa in carico territoriale” illustrato nel corso del convegno “Obesità, una malattia cronica: il ruolo della regione Lazio tra prevenzione, cura e lotta allo stigma”, dedicato a quella che, con legge 149 del 2025, primo firmatario Roberto Pella, è diventata una vera e propria patologia da trattare con tutte le agevolazioni previste dai Livelli essenziali di assistenza del Servizio sanitario nazionale. Come in tutta Italia, nel Lazio i numeri cominciano a destare preoccupazione: secondo i dati Istat circa il 10% della popolazione adulta è affetto da obesità, con oltre 150.000 persone in condizioni di gravità estrema. Per questi pazienti, il rischio di sviluppare malattie croniche come diabete, ipertensione e patologie cardiovascolari è altissimo, con un impatto devastante sulla qualità della vita e sulla sostenibilità del Servizio sanitario regionale. Per questo si studiano sistemi efficaci di assistenza territoriale e il progetto della Asl Roma 1 si muove in tal senso. Si guarda alla creazione di una rete tra istituzioni, comunità clinico-scientifica e associazioni di pazienti, con l’obiettivo della integrazione tra territorio e ospedale, la presa in carico multidisciplinare e la realizzazione o il potenziamento di percorsi dedicati. Per il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma, per l’occasione padrone di casa del convegno che si è svolto nella sala Mechelli della Pisana, il lancio del progetto significa “abbattere finalmente il muro del pregiudizio: l’obesità non è una colpa o un semplice stile di vita errato, ma una patologia cronica complessa che richiede dignità, rispetto e cure strutturate”, sostiene auspicando che il progetto pilota diventi un punto di riferimento per l’intera regione. Soddisfazione anche da parte del direttore generale della Asl Roma 1 Giuseppe Quintavalle, che parla di una “sanità che si fa carico della complessità della persona nella sua interezza”. Una collaborazione, quella tra Asl e Consiglio regionale del Lazio, che propone un modello di assistenza territoriale integrato, in coerenza con la legge nazionale 149 e il decreto del ministero della Salute numero 77 del 2022, che disciplina le norme per la medicina del territorio. Presenti al convegno i componenti dell’intergruppo “Prevenzione dell’obesità e delle patologie cardiovascolari”, organismo costituitosi in seno al Consiglio regionale, tra cui il presidente Luciano Nobili,  consiglieri Nazzareno Neri e Rodolfo Lena e il parlamentare Roberto Pella, sostenitore della legge.

 

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