Obesità, una ‘rete’ di assistenza nel Lazio
Presentato il 5 marzo alla Regione il progetto della Asl Roma 1 di integrazione ospedale-territorio
Obesità, nel Lazio la celebrazione della Giornata mondiale si chiude con l’annuncio del Progetto pilota della Asl Roma 1, che in via sperimentale, per 24 mesi, prenderà in carico residenti tra i 18 e i 75 anni con obesità severa, afflitti da malattie croniche, Isee inferiore ai 20mila euro e tentativi di perdita di peso andati a vuoto fornendo assistenza clinica, supporto psicologico e monitoraggio costante. Si tratta di un progetto pilota individuato come “Percorso multidisciplinare di presa in carico territoriale” illustrato nel corso del convegno “Obesità, una malattia cronica: il ruolo della regione Lazio tra prevenzione, cura e lotta allo stigma”, dedicato a quella che, con legge 149 del 2025, primo firmatario Roberto Pella, è diventata una vera e propria patologia da trattare con tutte le agevolazioni previste dai Livelli essenziali di assistenza del Servizio sanitario nazionale. Come in tutta Italia, nel Lazio i numeri cominciano a destare preoccupazione: secondo i dati Istat circa il 10% della popolazione adulta è affetto da obesità, con oltre 150.000 persone in condizioni di gravità estrema. Per questi pazienti, il rischio di sviluppare malattie croniche come diabete, ipertensione e patologie cardiovascolari è altissimo, con un impatto devastante sulla qualità della vita e sulla sostenibilità del Servizio sanitario regionale. Per questo si studiano sistemi efficaci di assistenza territoriale e il progetto della Asl Roma 1 si muove in tal senso. Si guarda alla creazione di una rete tra istituzioni, comunità clinico-scientifica e associazioni di pazienti, con l’obiettivo della integrazione tra territorio e ospedale, la presa in carico multidisciplinare e la realizzazione o il potenziamento di percorsi dedicati. Per il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma, per l’occasione padrone di casa del convegno che si è svolto nella sala Mechelli della Pisana, il lancio del progetto significa “abbattere finalmente il muro del pregiudizio: l’obesità non è una colpa o un semplice stile di vita errato, ma una patologia cronica complessa che richiede dignità, rispetto e cure strutturate”, sostiene auspicando che il progetto pilota diventi un punto di riferimento per l’intera regione. Soddisfazione anche da parte del direttore generale della Asl Roma 1 Giuseppe Quintavalle, che parla di una “sanità che si fa carico della complessità della persona nella sua interezza”. Una collaborazione, quella tra Asl e Consiglio regionale del Lazio, che propone un modello di assistenza territoriale integrato, in coerenza con la legge nazionale 149 e il decreto del ministero della Salute numero 77 del 2022, che disciplina le norme per la medicina del territorio. Presenti al convegno i componenti dell’intergruppo “Prevenzione dell’obesità e delle patologie cardiovascolari”, organismo costituitosi in seno al Consiglio regionale, tra cui il presidente Luciano Nobili, consiglieri Nazzareno Neri e Rodolfo Lena e il parlamentare Roberto Pella, sostenitore della legge.

