Operano nei contesti più delicati, sono costantemente a contatto con persone fragili e in difficoltà: minori, disabili, anziani, soggetti afflitti dalla piaga delle dipendenze. Sono gli educatori professionali, una figura riconosciuta con il decreto ministeriale numero 520 del 1998 come “operatore sociale e sanitario” e, nella giornata internazionale a loro dedicata – 2 ottobre – hanno presentato il nuovo Codice deontologico, un documento approvato il 25 giugno 2025 dalla Commissione di albo nazionale degli Educatori e ratificato il 23 settembre dalla  Federazione nazionale dei Tecnici delle professioni sanitarie, di radiologia, della prevenzione e riabilitazione (Fno, Tsrm, Pstrp) a cui l’albo degli educatori aderisce. Il principio etico che guida l’azione di questi professionisti è “la responsabilità verso l’altro”, considerato che obiettivo primario è il reinserimento sociale delle persone in difficoltà. Per questo, l’insieme di norme e principi che guidano la professione, è stato attualizzato con un paziente lavoro di revisione, per rendere più aderenti a una società in continua evoluzione le norme deontologiche. Filo conduttore della delicata operazione di adeguamento alle nuove istanze, provenienti da una realtà sempre più complessa e frammentata, è il ruolo dell’Educatore che in tali contesti assume una centralità strategica. Per questo il Codice presenta  una veste che va al di là di norme e indicazioni di lavoro, per assurgere a una vera e propria bussola che dà l’orientamento ai professionisti. Ne è convinta la presidente della Commissione di albo nazionale Maria Rita Venturini, che durante la presentazione ha evidenziato il significato del nuovo testo considerato “l’espressione della nostra maturità professionale, non un prontuario di norme ma una bussola che guida ogni nostra azione quotidiana – ha precisato – un punto di riferimento valoriale, che ha l’intento di rafforzare la nostra identità e sigilla un patto di trasparenza e fiducia con tutti i cittadini. Con questo Codice, dichiariamo pubblicamente i doveri e le responsabilità che ci assumiamo”. La premessa per fornire risposte adeguate ai nuovi bisogni sociali e sanitari, come ha ribadito Diego Catania, presidente della Federazione degli Ordini professionali (Fno, Tsrm, Pstrp). Nel Codice, 43 articoli attualizzati da norme che spaziano dalla medicina di genere all’intelligenza artificiale, passando per la digitalizzazione e la formazione, il filo conduttore è il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, rafforzando il ruolo della professione come patto di fiducia e di servizio con la comunità.

 

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