Nuove terapie: “Tessuto umano come farmaco”
San Camillo, terapia CAR-T per malattie del sangue. A Roma medicina d’avanguardia
Una nuova frontiera terapeutica si apre all’ospedale San Camillo. La struttura romana sperimenta la terapia cellulare delle CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T Cell Therapies) per pazienti ematologici. Si tratta del terzo ospedale nel Lazio, il primo non universitario, a somministrare l’innovativa terapia genica antitumorale personalizzata, che ha lo scopo di addestrare il sistema immunitario a riconoscere e distruggere le cellule tumorali. Il primo paziente trattato, affetto da linfoma mantellare non rispondente alle terapie convenzionali, ricoverato alla metà del mese aprile e dimesso in buone condizioni il 6 maggio, dopo un periodo di osservazione. «L’introduzione della CAR-T rappresenta un importante passo avanti per la sanità del Lazio. Si tratta di una tecnologia innovativa che amplia l’accesso a cure altamente specialistiche per pazienti affetti da patologie ematologiche complesse. È un risultato reso possibile grazie al lavoro di squadra di medici, infermieri, biologi, tecnici e operatori sanitari che hanno affrontato con professionalità un percorso articolato e altamente qualificato», dichiara il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. «Questo traguardo si inserisce nel più ampio progetto del Centro regionale per le terapie cellulari e geniche presso il San Camillo Forlanini, che vedrà la collaborazione degli istituti di ricerca e delle università del Lazio per promuovere innovazione, ricerca e sviluppo di nuove opportunità terapeutiche a beneficio dei cittadini. Continueremo a sostenere investimenti nell’innovazione clinica e nel rafforzamento della rete ospedaliera pubblica, per garantire ai cittadini cure avanzate e accessibili sul territorio», conclude il Presidente. La CAR-T fa parte del complesso gruppo delle terapie immunologiche che sta rivoluzionando lo scenario terapeutico in oncoematologia. Le Chimeric Antigen Receptor T Cells sono linfociti T – un tipo di globuli bianchi fondamentali per il sistema immunitario adattativo – prelevati dal paziente stesso e geneticamente riprogrammati, per attaccare e sconfiggere le cellule tumorali. Si tratta di un eccezionale esempio di tessuto umano che agisce da farmaco. La caratteristica peculiare di questo trattamento – a differenza di terapie che mirano solo al controllo della malattia – è che le CAR-T permettono la guarigione del paziente attraverso l’eradicazione del tumore. «Poter offrire tale tecnologia d’avanguardia significa posizionare il San Camillo nel network dei centri di eccellenza ematologica a livello nazionale, risultato possibile grazie all’impegno e al supporto della Regione Lazio” sottolinea Roberta Battistini, direttore facente funzione dell’Unità di Ematologia e Trapianto CSE (Cellule Staminali Emopoietiche). Per i pazienti con linfomi o leucemie che non rispondono alle cure tradizionali ciò si traduce in una rivoluzionaria opportunità di guarigione, garantendo l’accesso ai trattamenti più avanzati direttamente nella nostra struttura, senza faticosi spostamenti». Attualmente le CAR-T rappresentano la terapia con le più elevate probabilità di successo nei casi in cui trattamenti standard – chemioterapia e trapianto autologo di cellule staminali – offrano scarse possibilità di remissione completa della malattia. La terapia viene utilizzata per trattare forme aggressive di tumore del sangue, come Linfoma non Hodgkin a grandi cellule B, Linfoma non Hodgkin a grandi cellule B primitivo del Mediastino, Linfoma Follicolare, Linfoma Mantellare, Leucemia Linfoblastica Acuta, Mieloma Multiplo. Per raggiungere questo traguardo e governare in sicurezza ogni fase di un percorso clinico così complesso, è stato istituito presso l’azienda un CAR-T Cell-Team (CTCT) multidisciplinare composto da ematologi, medici e biologi della Medicina Trasfusionale, rianimatori, neurologi e farmacisti, che ha svolto specifici corsi di formazione e riunioni di coordinamento tra i reparti coinvolti. Varie le fasi del processo: il paziente è sottoposto, presso l’Unità di Ematologia e Trapianto CSE, a valutazioni specifiche che attestino l’eleggibilità al trattamento. Si passa poi alla raccolta dei linfociti (linfocito-aferesi) presso l’Unità Aferesi della Medicina Trasfusionale e Cellule Staminali. Il sangue viene raccolto, centrifugato e diviso nelle sue componenti da un separatore cellulare. Il prodotto viene inviato dal personale dell’Unità di processazione Cellulare, tramite corriere specializzato dotato di dry-shipper (crioconservatore) a temperatura controllata, alla cell factory (laboratorio ad alta tecnologia) dove avverrà l’espansione e ingegnerizzazione dei linfociti T. Al termine della lavorazione i linfociti trasformati in CAR-T cells vengono reinviati al Centro di Trattamento criopreservati a meno 180 gradi. La terza fase prevede la reinfusione al paziente delle sue super cellule T. Le CAR-T sono una potentissima terapia viva: la loro forte capacità antitumorale può anche produrre eventi avversi gravi, per questo è necessario un periodo di ricovero di circa 10 -15 giorni per eseguire una preparazione specifica, l’osservazione e la gestione delle complicanze post infusione. (da Facebook)

