Neonata morta, parlano le ostetriche
Federazione e Ordine: “Rispetto per la professione Ostetrica, no a narrazioni diffamatorie”
Dopo il tragico evento, che il 13 settembre ha portato alla morte di una neonata nella casa di maternità “Il Nido”, nel rione Testaccio di Roma, la Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (Fnopo) e l’Ordine delle Ostetriche di Roma (Oporp) esprimono il proprio cordoglio alla famiglia. La Presidente Fnopo Silvia Vaccari e la Presidente Oporp Iolanda Rinaldi sottolineano le competenze e il ruolo insostituibile dell’ostetrica nel percorso nascita, ribadendo l’importanza di una corretta informazione e del rispetto professionale e, allo stesso tempo, prendono le distanze da alcuni contenuti diffusi in questi giorni da testate giornalistiche e canali di informazione, caratterizzati da toni diffamatori e lesivi della dignità della professione ostetrica. Per quanto attiene alle caratteristiche professionali, si sottolinea che l’ostetrica è una professionista sanitaria altamente qualificata, con formazione universitaria e competenze specifiche riconosciute dalle normative nazionali ed europee. È la figura di riferimento per la gravidanza fisiologica a basso rischio, per il parto a basso rischio ostetrico e per l’assistenza nel post partum. Il suo ruolo è quello di accompagnare le donne nei percorsi di fisiologia, garantendo monitoraggio costante, riconoscimento precoce di eventuali fattori di rischio e invio tempestivo ai livelli assistenziali più appropriati. È grazie a queste competenze che ogni giorno migliaia di ostetriche in Italia garantiscono sicurezza, continuità assistenziale e prossimità alle famiglie. Uguale affidabilità va riconosciuta alle case di maternità, in cui si esplica il ruolo dell’ostetrica. Tali strutture extra-ospedaliere sono dedicate all’assistenza alla gravidanza, al parto e al puerperio in condizioni di fisiologia e basso rischio. Rappresentano un ambiente familiare e accogliente, dove le donne possono vivere il parto in modo naturale, nel rispetto dei tempi e dei bisogni individuali, con la possibilità di essere affiancate dai propri familiari. In queste strutture l’ostetrica riveste un ruolo centrale: è la professionista che accoglie, accompagna e assiste la donna durante tutto il percorso, assicurando monitoraggio clinico, sostegno emotivo e capacità di individuare precocemente eventuali situazioni di rischio, per garantire la massima sicurezza. A tal fine, risulta fondamentale garantire su tali strutture, una informazione corretta e rispetto professionale per chi opera in tale ambito. Attribuire all’ostetrica responsabilità generiche o alimentare sfiducia verso la professione, senza attendere le risultanze delle autorità competenti, non solo rappresenta un atto diffamatorio, ma rischia di danneggiare la salute pubblica minando la fiducia delle donne in una figura sanitaria essenziale. La tutela della reputazione personale, istituzionale e familiare non è negoziabile. Perché la libertà di opinione è un diritto, ma non può mai trasformarsi in licenza di offendere o diffamare, per nessuno. (Nella foto: Silvia Vaccari)

