Lo spot tv promosso dalla presidenza del Consiglio, Dipartimento informazione e editoria, è piuttosto efficace. In tono assertivo sottolinea i pericoli che corrono piccole e medie imprese, e con esse la Pubblica amministrazione, minacciate da sempre più frequenti attacchi informatici. Da ciò, la raccomandazione a ricorrere alla cybersicurezza, proteggendo i nostri sistemi. La Regione Lazio, con notevole tempismo, ha provveduto, con quella che il presidente Francesco Rocca ha definito “la svolta digitale”, illustrata in conferenza stampa il 25 luglio, insieme a Emanuele Iannetti, amministratore delegato del Polo Strategico Nazionale – società partecipata da Tim, Leonardo, Cassa depositi e prestiti, Equity e Sogei – in cui è confluito il patrimonio informativo del Servizio sanitario regionale, ovvero ben trenta sistemi centralizzati gestiti dalla partecipata regionale LazioCrea. Così i dati sanitari, referti, cartelle cliniche, prenotazioni, saranno custoditi in un ambiente sicuro, protetto da attacchi informatici e gestito interamente da soggetti pubblici. Tra i sistemi trasferiti il Recup, che impiega 800 operatori nei call center e gestisce le agende di circa 700 strutture di cui 17 pubbliche, 217 del privato accreditato, 415 farmacie, per circa 70 mila tra accettazioni e prenotazioni giornaliere. Inoltre, il sistema regionale è operativo in 39 pronto soccorso con 34 strutture pubbliche e 5 private, con 110mila accessi mensili, per un milione e mezzo di prestazioni complessive al mese. In questo modo i servizi digitali sanitari saranno più veloci, accessibili e affidabili: dalle prenotazioni online ai referti digitali fino alla telemedicina. Ma non è tutto. Il Polo Strategico Nazionale garantirà la sicurezza dei dati sensibili delle Aziende del Servizio sanitario regionale: Asl, Policlinici e Aziende ospedaliere hanno trasferito, al momento, il 65% del patrimonio informativo digitale. La qualità e la sicurezza dei servizi sanitari passano attraverso gli investimenti strategici del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), grazie ai quali il Dipartimento per la Trasformazione digitale della presidenza del Consiglio dei ministri ha finanziato con 47,4 milioni di euro la migrazione dei dati delle Aziende sanitarie. Nei prossimi dieci anni la Regione Lazio ha, al tempo stesso programmato cospicue risorse, pari a 130 milioni di euro, per potenziare l’infrastruttura digitale e rafforzare la sicurezza delle informazioni sanitarie digitali. Insieme alla messa in sicurezza dei dati è stato avviato un processo di aggiornamento digitale per supportare lo sviluppo di servizi sanitari, con l’obiettivo di rendere gli esami e le visite più accessibili ai cittadini e consentire la condivisione più rapida delle immagini diagnostiche tra tutte le strutture del Servizio sanitario regionale. Il risvolto concreto di questa piccola rivoluzione che il presidente Rocca ha definito “un passaggio epocale per la nostra Regione, che ci pone all’avanguardia sul fronte della cybersicurezza e della sovranità digitale e significa difesa attiva contro le minacce informatiche, referti in tempo reale, prenotazioni semplificate, più telemedicina, continuità assistenziale, diagnosi rapide, cure più efficaci. Per una tecnologia davvero al servizio della salute”. Una operazione che si deve al lavoro sinergico tra l’ente locale e le strutture sanitarie, il Dipartimento per la Trasformazione Digitale e il Polo Strategico Nazionale.

 

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