Secondo i dati pubblicati nell’ultimo rapporto Airtum, nel 2024 sono stati diagnosticati in Italia 12.941 nuovi casi di melanoma cutaneo, di cui 7.069 negli uomini e 5.872 nelle donne. Il melanoma è tra i tumori più frequenti sotto i 50 anni e nel 2022 ha causato circa 2.500 decessi. La sopravvivenza netta a 5 anni si attesta all’88% negli uomini e al 91% nelle donne, confermando il ruolo decisivo della diagnosi precoce. «È fondamentale ricordare quanto sia importante conoscere i fattori di rischio, sottoporsi a controlli periodici, imparare a riconoscere i segnali di un melanoma» ha scritto il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel messaggio di saluto inviato al convegno sulla patologia, che si è tenuto presso la Camera dei deputati il 6 maggio e ha visto riuniti i maggiori esperti della comunità scientifica, universitaria, ospedaliera e della ricerca, insieme alle associazioni dei malati, dei familiari e della società civile impegnate nella sensibilizzazione, prevenzione e il sostegno alle persone colpite. Nato per volontà di Gianluca Pistore, in memoria di suo padre Silvio, colpito dalla malattia e scomparso a 51 anni, l’evento arriva a pochi giorni dal voto definitivo della legge che istituisce la Giornata dedicata alla patologia. “Una legge che sarà il punto da cui partire – osserva Pistore – affinché il melanoma sia sempre più prevenibile, diagnosticabile precocemente e curabile”. Dal convegno, sono state indirizzate tre proposte alla politica da parte delle società scientifiche, così sintetizzabili:  esami diagnostici avanzati nei Livelli essenziali di assistenza per pazienti ad alto rischio, strumenti non invasivi secondo Giovanni Pellacani, ordinario di Dermatologia presso “La Sapienza” Università di Roma e presidente della Società scientifica Sidemast, che migliorano l’accuratezza diagnostica, favorendo il monitoraggio costante e riducendo interventi non necessari. Altra possibilità sono i test genetici rimborsati per tumori melanocitari più difficili da classificare, proposta avanzata da Imi – Intergruppo Melanoma Italiano, attraverso la presidente Daniela Massi, ordinario di Anatomia patologica dell’Università di Firenze, direttore dell’Anatomia patologica del Careggi. E ancora, equità nelle cure in Italia, con accesso tempestivo, proposta di Massimo Di Maio presidente Aiom – Associazione italiana Oncologia medica, docente all’Università di Torino, che chiede il potenziamento delle reti oncologiche in Italia e la riduzione dei tempi di accesso ai farmaci innovativi. “Investire in prevenzione significa proteggere la vita delle persone e costruire un Servizio sanitario più vicino ai cittadini”, ha dichiarato Luciano Ciocchetti, vicepresidente commissione Affari sociali e sanità della Camera, sostenitore della legge per istituire la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma, una priorità politica concreta per il parlamentare.

 

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