Medicina, il Veneto piange due luminari
Scomparsi Federico Rea ed Ennio Scaldaferri, punti di riferimento per colleghi e pazienti
Ha lavorato fino all’ultimo, seppur febbricitante Così Federico Rea, ordinario di Chirurgia toracica all’Università degli studi di Padova, direttore di cattedra e di Divisione della specialità all’Azienda ospedale universitario della Città del Santo, ha rappresentato fino alla fine quella figura di “chirurgo straordinario, riferimento assoluto per colleghi e studenti, un uomo che ha dedicato la vita alla cura dei pazienti e alla crescita della sanità pubblica”. Le parole del presidente della Regione Veneto Luca Zaia esprimono perfettamente tutto il cordoglio della comunità scientifica, delle istituzioni e della comunità di cittadini, specie di coloro che con il professore avevano avuto a che fare a causa della loro malattia. Straripante professionalità ma anche empatia e capacità di dialogo, collocano Federico Rea tra coloro che “hanno contribuito a portare l’eccellenza veneta nel mondo, soprattutto nel campo dei trapianti polmonari”, continua Zaia, a cui si unisce nel ricordo l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, che sottolinea “lo sgomento per la sua scomparsa” ed evidenzia l’apporto del professore nel gruppo di lavoro regionale per l’attivazione dei centri di riferimento per il trattamento chirurgico di pazienti affetti da tumore al polmone. La malattia, leucemia mieloide, scoperta un anno fa e combattuta con autotrapianto purtroppo ha avuto il sopravvento sconfiggendo la tenacia con cui la combatteva a soli 68 anni, lasciando ai colleghi sopraffatti dal dolore “il pesante compito di portare avanti la sua eredità”, conclude l’assessore. E un altro lutto nel campo della medicina ha funestato la comunità veneta, a poche ore di distanza dalla scomparsa di Rea. Ennio Scaldaferri, storico primario trevigiano, che ha dedicato la gran parte della sua vita professionale alla cura del diabete e di altre malattie metaboliche “È stato un medico che ha sempre agito con passione per il suo lavoro, aprendo anche nuove vie organizzative nella gestione dei reparti e nella presa in carico dei pazienti – ha dichiarato Zaia in una nota – se i nostri ospedali veneti oggi sono un modello di innovazione e qualità nelle cure è grazie a quella figura di professionisti di cui Scaldaferri è un esempio e un modello”. Con ampio anticipo sui tempi, lo specialista portò la prevenzione nelle piazze, organizzando la Giornata del Diabete con stand che riunivano sanitari e volontari. Forte di una vasta esperienza clinica maturata in diverse specialità, è approdato alla guida del Centro Antidiabetico del Ca’ Foncello e, con una grande visione dei tempi, ha dato quell’impulso che lo ha trasformato nella moderna unità operativa dedicata a tutte le malattie de metabolismo. Medico ancorato ad un forte rapporto di fiducia con il paziente ha colto le necessità che non era più sufficiente dare risposte solo sul diabete ma su molte altre patologie”, continua il governatore veneto, unendosi nel dolore alla famiglia e sottolineando l’impegno che sarà di esempio ai colleghi. (Nella foto: Zaia e Lanzarin)

