Approvato dalle Regioni l’atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale dei medici di famiglia che sblocca la situazione in vista della scadenza del 30 giugno prevista dal Pnrr per l’apertura delle Case di comunità. Con tale atto, si prevede l’obbligo per i medici di medicina generale di svolgere nelle Case di Comunità fino a un massimo di sei ore settimanali, per 48 settimane l’anno. Si pongono così le condizioni affinché le organizzazioni sindacali dei medici sottoscrivano un accordo definitivo affinché sia garantita la piena operatività delle Case di Comunità. Saranno poi le singole aziende sanitarie a stabilire il proprio fabbisogno, garantendo una presenza minima di almeno un medico in ogni casa di comunità. Il passo successivo sarà il confronto sul triennio contrattuale 2025-2027 di tutta la Medicina generale, preludio di un atto di indirizzo entro il 30 settembre 2026, al fine di garantire l’attività delle Case di comunità senza interruzioni. Un passo avanti in tal senso, lo ha fatto la Regione Veneto che ha sottoscritto un’intesa per garantire la piena operatività delle strutture territoriali. Da un incontro tra i vertici regionali – con il presidente Alberto Stefani, l’assessore alla Sanità Gino Gerosa e il direttore dell’area regionale Sanità Giancarlo Ruscitti – e i sindacati dei medici di famiglia, è scaturita un’intesa assicura la presenza dei professionisti nelle Case di comunità per rispondere ai bisogni dei cittadini, superando ostacoli di natura burocratica e organizzativa. Un altro passo avanti per il Veneto, “che ha saputo trasformare una criticità in una opportunità di innovazione organizzativa”, informa una nota della presidenza. “Il Veneto è laboratorio di buone pratiche oltre che modello di riferimento per l’intero Paese – ha dichiarato il presidente Stefani”, che fin dal primo momento ha sostenuto l’idea delle Case di comunità come punto di riferimento della medicina territoriale. “Scegliamo di investire nel territorio, riattivare il circuito delle visite domiciliari, aprire le porte della sanità al cittadino per dimostrare che, quando ci sono responsabilità e volontà di collaborare le soluzioni si trovano”. Con tale accordo, i medici saranno presenti dal lunedì al venerdì tra le 8 e le 20, con una turnazione che assicurerà la copertura del servizio, fermo restando l’attività della continuità assistenziale nelle restanti fasce orarie e assisteranno non soltanto i propri pazienti ma tutti i cittadini che accederanno alle strutture. “Puntiamo a ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso e a garantire una maggiore prossimità ai cittadini, soprattutto alle persone fragili e ai pazienti cronici” ha assicurato l’assessore alla Santià Gino Gerosa, che ha ringraziato i medici per l’approccio responsabile e il dialogo con la Regione.

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