Il futuro della sanità materno-infantile in Kenya segna un passo decisivo con l’apertura ufficiale del nuovo reparto di maternità presso l’ospedale di Malindi. Il presidio serve un bacino di utenza di 60.057 persone, distribuite in oltre 12.500 nuclei familiari, con pazienti che arrivano anche dalle contee limitrofe da contesti molti difficili, come Tana River, dove i servizi sanitari risultano più limitati. L’annuncio conferma il completamento dei lavori strutturali, la consegna di tutte le attrezzature mediche e la conclusione dei percorsi di formazione per il personale specializzato. Il nuovo reparto dispone di una sala operatoria dedicata alle urgenze, un elemento cruciale che consente di intervenire tempestivamente nei casi più complessi, riducendo i tempi di attesa e aumentando le possibilità di esito positivo per madri e neonati. Medici, ostetriche  infermieri hanno lavorato incessantemente per organizzare il trasferimento dalle vecchie stanze, ormai quasi del tutto inagibili, ai nuovi locali sanificati e pronti all’uso. I risultati sono immediati: poche ore dopo l’apertura è stato eseguito con successo il primo parto cesareo, culminato nella nascita di due gemelle, segnale concreto dell’operatività della struttura. L’intervento si inserisce in un contesto sanitario complesso. Nel 2025, presso l’ospedale di Malindi, si sono registrati oltre 4.500 parti, di cui circa 1.500 cesarei, numeri significativi considerando le condizioni strutturali precedenti. I dati evidenziano anche le criticità ancora presenti: la mortalità materna si attesta a 368 casi ogni 100mila nati vivi, mentre la mortalità neonatale è pari a 23 ogni 1.000 nati vivi. Indicatori che rendono evidente la necessità di rafforzare l’offerta sanitaria e migliorare l’accesso a cure sicure e tempestive. Il progetto è stato reso possibile grazie al supporto dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) di Nairobi, nell’ambito dell’iniziativa “Creazione di una rete sanitaria in Kenya, Tanzania e Uganda”, conclusasi a febbraio 2026. Oltre alle infrastrutture, il programma ha previsto attività di formazione avanzata per il personale sanitario, inclusi percorsi su ostetricia d’emergenza, prevenzione delle infezioni e assistenza neonatale, contribuendo a rafforzare le competenze locali. Questo intervento non rappresenta solo un miglioramento infrastrutturale, ma un passo verso una maggiore continuità assistenziale e una riduzione dei rischi legati alla gravidanza e al parto, in un territorio dove l’accesso ai servizi sanitari resta disomogeneo. L’inaugurazione si inserisce in un anno di particolare rilevanza per World Friends, organizzazione che nel 2026 celebra i 25 anni di attività, volta a garantire il diritto alla salute e all’istruzione nelle aree più marginalizzate del Kenya. Ha consolidato una rete sanitaria che include presidi come l’ospedale Neema a Nairobi e interventi di sistema in Tanzania e Uganda, con l’obiettivo di rendere l’accesso alle cure un diritto effettivo e non un privilegio.

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