Lazio: piano sociale con intelligenza artificiale
Approvato all’unanimità il documento per il triennio 2025-27: digitalizzazione per favorire i fragili
Integrazione sociosanitaria, se ne parla da decenni, da quando vide la luce la legge numero 328 del 2000 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” e ora, nella Regione Lazio che si è dotata del nuovo piano sociale per il triennio 2025-2027, le previsioni normative prendono sempre più forma, per le novità contenute nel testo. Il provvedimento, approvato all’unanimità dal Consiglio regionale, ha tra i suoi principali obiettivi quello di agevolare e semplificare l’accesso ai servizi sociali e sociosanitari, per fronteggiare una domanda sempre crescente. Il documento, che si presenta in una veste accessibile e chiara a tutti nella sua elaborazione, oltre a fotografare la composita realtà sociale del territorio, introduce nuovi percorsi e adotta strumenti evoluti, per raggiungere tutte le realtà presenti. A cominciare dalle risorse, che aumentano rispetto agli anni passati e vanno a incidere sulle maggiori possibilità offerte ai più fragili. “Le risorse regionali ammontano a 158 milioni di euro, con un aumento di 60 milioni rispetto ai 98 stanziati nel 2023 – spiega l’assessore regionale alle Politiche sociali e alla disabilità Massimiliano Maselli – a queste si aggiungono risorse nazionali, con un ammontare complessivo che supera i 400 milioni di euro, ai quali si affiancheranno fondi strutturali. Parte dei fondi serviranno a ridurre le liste di attesa nelle case di comunità per l’assistenza agli anziani e nel ‘dopo di noi’”, un progetto di vita autonoma e dignitosa per i disabili che restano soli. Investimenti favoriti dalla istituzione del budget unico di distretto, per ottimizzare gli interventi erogando i fondi secondo precisi standard e interventi mirati, con la creazione della figura del direttore sociosanitario nelle Asl. Ulteriore opera di snellimento riguarda le strutture assistenziali: dalle vecchie Ipab, Istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza, sono nate le Asp, aziende di servizi alla persona, gestite con criteri manageriali, dotate di autonomia giuridica, amministrativa e contabile, accorpate riducendone il numero da 58 a 12 e, soprattutto con razionalizzazione delle spese per una maggiore efficienza ed efficacia. Punta di diamante del piano sociale, è il processo di digitalizzazione delle strutture e dei servizi, per rendere gli stessi più vicini alle persone assistite. Un “approccio di prossimità alla persona – è scritto sui documenti – che privilegia interventi domiciliari per consentire agli assistiti la permanenza nel proprio contesto di vita e la comunità di appartenenza”. Superfluo rimarcare che la parte del leone, in tale progetto, spetta all’intelligenza artificiale, in grado di produrre i cosiddetti “algoritmi predittivi” ovvero la possibilità di individuare tempestivamente bisogni e criticità delle comunità, calibrando poi correttamente gli interventi. Così, disagio giovanile, violenza domestica ma anche il supporto all’inserimento lavorativo e sociale avranno strumenti in più per interventi tempestivi ed efficaci. Plaudono a tale aspetto, il vicepresidente della Commissione Affari sociali e sanità della Camera Luciano Ciocchetti, che parla di un piano sociale “proiettato verso il futuro” e la consigliera regionale Edy Palazzi che vede nel piano lo strumento di una Regione “che non vuole lasciare indietro nessuno”. Ma l’apprezzamento è bipartisan perché, insieme agli esponenti di Fratelli d’Italia, si esprimono a favore i consiglieri regionali Rodolfo Lena (Pd) e Marietta Tidei (Italia viva) per un documento essenziale a sostegno di minori, giovani, donne oggetto di violenza, disabili, anziani da guidare a un invecchiamento “attivo” e molte altre fragilità evidenziate nelle numerose audizioni, come ha rilevato la presidente della Commissione Sanità della Pisana Alessia Savo, prima di arrivare al voto finale. In sintesi, si tratta di “un piano ambizioso che fa dialogare sistema sociale e sistema sanitario, tenendo in conto le categorie di soggetti più fragili e vulnerabili”, sottolinea Palazzi mentre per Ciocchetti “sotto la guida del presidente Rocca e grazie all’operato dell’assessore Maselli, il sociale è tornato ad avere una sua centralità nelle politiche regionali”. Come, tra l’altro, sta a dimostrare la recente attivazione di nuovi servizi per la salute mentale e l’adeguamento delle tariffe delle Rsa.

