La promozione dell’allattamento e il sostegno alla donazione di latte umano rappresentano oggi una delle azioni più efficaci di sanità pubblica, perché incidono concretamente sulla salute del neonato, sul benessere della madre e sulla qualità complessiva dei percorsi di cura. Il latte umano è un vero fattore biologico di protezione e prevenzione, con benefici scientificamente documentati soprattutto per i bambini più fragili o prematuri. Per questo la Regione del Veneto sta investendo nel rafforzamento della rete Blud (Banche del latte umano donato) e in un modello organizzativo sempre più integrato tra ospedale, territorio e servizi sociosanitari attraverso un gruppo regionale dedicato. Il modello organizzativo prevede l’integrazione tra ospedale, territorio e servizi sociosanitari, promuovendo la nuova “Procedura operativa regionale” per la gestione del latte materno crudo (Lmc), che introduce criteri uniformi di sicurezza, qualità e tracciabilità, rafforzando ulteriormente la tutela dei neonati e l’efficacia della rete regionale, sensibilizzando alla cultura della donazione. Un impegno che rientra nella strategia regionale dei primi mille giorni di vita, prevista dalla “Charta di Padova” sulla Salute d’insieme, documento presentato in un convegno a Padova nel dicembre 2025 dall’attuale assessore alla Sanità Gino Gerosa. Nei mille giorni si costruiscono le basi della salute futura della persona e di una prevenzione realmente efficace. Proprio Gerosa, intervenendo il 4 giugno alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista di Venezia, in occasione del XIX Incontro della Rete Baby Friendly, a un convegno dal titolo Latte umano: CARE and CURE, ha sottolineato l’importanza di promuovere il latte umano come strumento fondamentale di prevenzione, cura e promozione della salute. Una pratica fortemente incentivata dall’Unicef dal 1991, anno in cui l’organizzazione internazionale lanciò  le “Baby friendly initiatives” con l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni e le donne a tale salutare pratica, spingendo a favore di politiche pubbliche, servizi sanitari, comunità e reti territoriali affinché promuovessero la sua adozione. Le Baby friendly initiatives rappresentano uno strumento fondamentale per costruire comunità capaci di accompagnare le famiglie fin dai primi mille giorni di vita. Oggi in Italia la rete Unicef conta 36 ospedali e strutture Baby Friendly certificate; 12 “Comunità amiche” dei bambini e delle bambine; oltre 1.100 Baby pit stop Unicef presenti sul territorio nazionale. Nel corso dell’evento, è stato approfondito il ruolo strategico delle Banche del latte umano donato, eccellenza della rete sanitaria italiana. L’Italia detiene oggi il più alto numero di tali strutture in tutta Europa, con 44 “Blud” operative. Un primato ben evidenziato nel corso dell’incontro, a cui erano presenti rappresentati dell’Unicef Italia e della Regione Veneto, insieme a dirigenti del ministero della Salute, dell’Istituto superiore di Sanità, a esponenti delle altre regioni italiane, a esperti, dipendenti degli ospedali e reti territoriali impegnate nella promozione dell’allattamento per la tutela della salute materno-infantile

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