La voce come cura, già dal grembo
Lettura come salute pubblica e prevenzione. Il ruolo dell’ostetrica e i suoi strumenti
In occasione del World Read Aloud Day, Giornata mondiale della ‘lettura ad alta voce’, che quest’anno si celebra il 4 febbraio – primo mercoledì del mese – ospitiamo il gradito intervento di Cristina Panizza, consigliera della Federazione nazionale degli ordini delle professioni ostetriche (Fnopo):
Leggere ad alta voce in gravidanza e nei primi anni di vita rafforza il legame genitore-bambino, sostiene lo sviluppo emotivo e cognitivo e diventa un gesto di prevenzione ma può diventare un atto di cura, soprattutto nei primi mille giorni di vita. Leggere insieme crea uno spazio di relazione che va oltre le parole, è un gesto che costruisce legami e benessere, crea rapporti speciali migliorando le abilità linguistiche e l’espressione orale, stimolando amore per la lettura. In tale dimensione si inserisce un valore più ampio, di prevenzione e promozione della salute. Ė un atto sanitario e di prevenzione per combattere l’analfabetismo e favorire migliori legami emotivi e cognitivi sia nei genitori che nei bambini. L’alfabetizzazione precoce non riguarda solo l’apprendimento scolastico, ma può influire sugli orientamenti di vita, specie rispetto alle informazioni di salute. I bambini che imparano a leggere tendono a essere più informati e sani grazie a una migliore conoscenza delle norme igienico-sanitarie. La lettura ad alta voce si inserisce pienamente nel contesto della genitorialità responsiva, un approccio che riconosce quanto l’ambiente familiare sia determinante per lo sviluppo del bambino. Il contesto domestico e l’ambiente familiare ricoprono una considerevole importanza nella promozione dei processi di sviluppo del bambino dal punto di vista cognitivo, linguistico ed emotivo. Non si tratta solo di parole, ma di relazione: si coltivano competenze relazionali, consapevolezza e gestione delle emozioni. In questo percorso, anche l’ostetrica ha un ruolo chiave. A noi ostetriche spetta motivare i genitori e la famiglia per rendere tale attività una pratica abitudinaria nel contesto domestico. Una parola chiave è autoefficacia: la fiducia dell’adulto nel proprio ruolo diventa il tassello principale di crescita del bambino.
La lettura comincia prima della nascita
In ostetricia la relazione è parte integrante dell’assistenza ed è uno degli strumenti più potenti. La voce e la comunicazione sono la cura con cui l’ostetrica crea la relazione con la donna e la famiglia: comunica presenza, affetto, calma ed empatia. Soprattutto nel puerperio, quando tutto è nuovo e fragile, la voce può diventare un sostegno fondamentale: può trasmettere informazioni e rassicurazioni cruciali nei primi approcci di relazione tra madre, bambino e partner. La voce non è solo comunicazione verbale: anche la comunicazione non verbale e paraverbale costituiscono il contatto e il sostegno che un’operatrice dedicata alla famiglia deve sapere offrire. La lettura inizia già in grembo quando ascolto comunicazione sono momenti di contatto importanti che creano attività responsive, dove anche il partner è veicolo di salute e benessere. Le evidenze scientifiche confermano che il feto riconosce suoni e voci già durante la gravidanza, come dimostrano numerosi studi, che ne mostrano reazioni misurabili, come variazioni della frequenza cardiaca. Il grembo non è un ambiente insonorizzato. Entro il terzo trimestre il bambino sente ciò che accade all’esterno, con un volume di circa dieci decibel in meno rispetto alla mamma. In Italia esiste un programma di riferimento, Nati per Leggere (NpL), avviato nel 1999 per promuovere la lettura ad alta voce in età prescolare. È l’unico programma riconosciuto a livello nazionale, inserito dal ministero della Salute nella campagna “Genitori più: prendiamoci cura della loro vita”. Un progetto che coinvolge pediatri, biblioteche, scuole e operatori del materno-infantile, comprese le ostetriche, chiamate a diffondere questa buona pratica tra le famiglie, dal consultorio al territorio, fino alle visite domiciliari. Leggere, parlare e cantare insieme rende felici: è nutrimento che arriva al cuore e alla mente.

