La sanità nel palazzo delle meraviglie
La sede della Federazione dei professionisti sanitari in un edificio nobiliare romano
Ha una storia antica Palazzo Balestra ma, dal 21 aprile, è proiettato nel futuro grazie a una accurata opera di restauro che ha riportato al passato fulgore le meraviglie di sei secoli di storia. Nel 1435 diviene dimora fortificata dalla famiglia Muti Papazzurri, per poi veder scorrere tra le spesse pareti numerose vicende della storia. Passa ai Balestra soltanto nel XIX secolo, dopo un pregevole intervento di Mattia De Rossi – allievo prediletto di Gian Lorenzo Bernini – che nel XVII secolo ne cambia radicalmente l’aspetto, facendo del maestoso palazzo di piazza Santi Apostoli una residenza con tutti i crismi. Nel giorno della simbolica ricorrenza del Natale di Roma, dopo l’accurato intervento di risanamento conservativo ad opera di Susanna Sarmati, palazzo Balestra ha accolto i nuovi proprietari che, come le nobili famiglie storiche, rappresentano l’aristocrazia della sanità. Sono i rappresentanti della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, conosciuti con il complicato acronimo Fno, Tsrm, Pstrp e parte integrante del complesso mondo che gravita intorno alla tutela della salute. Oltre a rappresentare un complemento indispensabile per l’assistenza, hanno il grande merito di aver valorizzato un patrimonio architettonico e artistico di grande pregio, da veri mecenati, acquisendo con una delibera del Consiglio nazionale del 21 novembre 2021 quell’edificio quattrocentesco ricco di affreschi pastello, soffitti a cassettoni dipinti, un profluvio di decorazioni, opere d’arte, strepitose sale e corridoi infiniti. “Con il recupero di questo luogo ci sentiamo parte attiva nella valorizzazione del patrimonio artistico – ha sottolineato il presidente Diego Catania – si tratta di una dimora storica dal valore inestimabile, da cui abbiamo portato alla luce e restaurato gli affreschi, i dipinti e le opere d’arte al suo interno”. Per questo, con una volontà degna anche questa di nobili valori, tanta bellezza verrà messa a disposizione di tutti trasformando la sede in uno spazio istituzionale meta di incontri, confronti tra salute, cultura e società con appuntamenti e iniziative rivolte al pubblico. Non mancheranno eventi e mostre, nell’intento di rafforzare il legame tra le professioni sanitarie e il mondo della cultura, strumento sempre più connesso al benessere della persona e al benefico influsso sulle cure. Presenti alla sontuosa inaugurazione, accompagnata dall’Inno di Mameli, vecchi e nuovi amici, tra cui Beatrice Lorenzin, già ministro della Salute che tanto si è spesa per le professioni sanitarie, con la istituzione della Federazione – che rappresenta 165 mila professionisti – nel 2018 e Don Massimo Angelelli, dell’Ufficio per la Pastorale della salute della Cei che benedicendo i locali ha auspicato che “questa sede sia la casa di chi ha scelto di prendersi cura dell’altro, richiamando la vocazione dei professionisti della salute a essere, nel loro operare quotidiano, autentici costruttori di pace”. Un auspicio del quale, di questi tempi, si avverte prepotentemente il bisogno.

