“La guerra è guerra sui corpi delle donne”
8 Marzo: professione, salute e diritti secondo Silvia Vaccari, presidente Fnopo
La Giornata internazionale della donna è un momento di riflessione e responsabilità. In un contesto globale attraversato da guerre e crisi umanitarie, il diritto alla salute sessuale e riproduttiva è tra i primi a essere compromesso. Le ostetriche sono un presidio fondamentale di salute e diritti Accompagnano la nascita, sostengono la maternità, promuovono la salute e l’autodeterminazione delle donne. Ogni giorno lavorano perché ogni gravidanza sia sicura, ogni scelta consapevole, ogni donna sia ascoltata e rispettata. I conflitti in corso, dall’Ucraina alla Striscia di Gaza, mostrano con drammatica evidenza come la guerra non distrugga soltanto infrastrutture e città, ma incida profondamente sui diritti fondamentali. La guerra è anche una guerra sui corpi delle donne. La violenza sessuale utilizzata come arma, le gravidanze forzate, l’impossibilità di accedere a servizi di assistenza alla gravidanza e al parto, l’interruzione dei percorsi di tutela sanitaria rappresentano violazioni gravissime dei diritti umani. Nei contesti bellici la distruzione di ospedali e consultori mette a rischio la vita di madri e neonati. Le ostetriche, quando presenti, diventano un punto di riferimento essenziale per garantire assistenza al parto in sicurezza, supporto psicologico, educazione sanitaria e protezione. Ogni donna che partorisce senza assistenza qualificata, ogni ragazza privata dell’accesso alla salute riproduttiva, è una sconfitta per la comunità internazionale. La salute materna non è un tema secondario, ma un indicatore di equità e civiltà. Oltre ai danni fisici, la guerra lascia segni profondi nella dimensione emotiva e sociale. Traumi, lutti, violenze e precarietà economica incidono sulla salute mentale delle donne e sull’equilibrio delle famiglie. La salute riproduttiva è inseparabile dal benessere psicologico. Le ostetriche non si occupano solo del momento del parto ma accompagnano le donne lungo tutto il percorso di vita, sostenendole nelle fragilità e promuovendo consapevolezza e autonomia. Anche nei contesti di pace è necessario rafforzare le reti di protezione. Violenza di genere, difficoltà di accesso ai servizi, disuguaglianze territoriali rappresentano sfide ancora aperte. In Italia dobbiamo continuare a investire nei consultori, nella presa in carico multidisciplinare, nell’educazione affettiva e sessuale, nella formazione continua delle professioniste. La tutela della salute delle donne passa attraverso politiche sanitarie inclusive, accessibili e basate sull’evidenza. In un mondo attraversato da conflitti e tensioni, la Fnopo, Federazione nazionale ordini della professione Ostetrica, rinnova il proprio impegno a difendere i diritti delle donne e delle nuove generazioni. Essere ostetriche significa assumersi una responsabilità professionale e sociale. Ogni nascita assistita in sicurezza, ogni donna sostenuta nelle sue scelte, ogni percorso di prevenzione attivato rappresenta un passo avanti verso una società più giusta. Difendere la salute delle donne significa difendere il futuro di tutti.

