Infermieri, tre nuove specializzazioni
Approvati i decreti per tre percorsi specialistici per la laurea magistrale
Le nuove lauree specialistiche in infermieristica diventano realtà, dopo l’approvazione dei decreti 159 e 177 del ministero dell’Università e ricerca. Si tratta della laurea magistrale ottenuta dopo il conseguimento della triennale, con nuovi percorsi di specializzazione. Le tre discipline che innovano il percorso di studi sono cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità. Il secondo percorso di studi è invece riservato all’area critica, emergenza e terapia intensiva e infine la specialità in area neonatale e pediatrica. Perplessità affiorano da parte del sindacato infermieristico Nursing Up, che pur riconoscendo tali percorsi come “fase decisiva per il futuro della professione” teme, senza regole contrattuali chiare, il “rischio di confusione, sovrapposizioni e nuove disuguaglianze nell’ambito del sistema sanitario”. Sebbene si ridisegni l’architettura della professione, Nursing Up chiede “una chiara collocazione contrattuale delle nuove figure e tutele per chi già lavora nel Servizio sanitario nazionale”. Sul tema interviene il presidente Antonio De Palma: “Non siamo contrari alle nuove lauree magistrali, ma non possono nascere nel vuoto, hanno bisogno di una collocazione contrattuale chiara, di fondamenta, di terreno fertile su cui attecchire, per evitare il rischio di creare professioni che si riveleranno cattedrali nel deserto, con la conseguenza nefasta che, dopo anni di sacrifici, questi professionisti si vedranno costretti a fuggire all’estero o peggio ancora occupare posizioni non idonee al loro percorso di studi e ai sacrifici compiuti”. Il problema investe anche coloro che, in servizio da anni, hanno raggiunto posizioni dirigenziali grazie ai titoli previsti da pregresse normative. In particolare, le legge 43 del 2006 consente accessi alla carriera con master e specializzazioni e, con l’immissione dei ‘nuovi’ laureati, non si comprende su quali basi avvenga l’integrazione con le figure professionali già operanti. “Nessuna riforma può creare disparità o svuotare percorsi già consolidati – ammonisce De Palma – le garanzie devono riguardare tutti. Non accetteremo che si creino professionisti di serie A e di serie B”. L’esigenza è quella di un inquadramento chiaro, in coerenza con i professionisti già in attività in possesso di laurea magistrale, evitando sovrapposizioni e conflitti interni. Un tema che si ripropone ciclicamente, considerata l’evoluzione di studi e carriere degli infermieri, che ha visto negli anni professionisti con titoli conseguiti dopo percorsi di studio differenziati, operare nello stesso ambito, con non poche difficoltà di integrazione.

