Infermieri in prima linea sui percorsi universitari e la libera professione. Il sindacato Nursing Up esprime perplessità sulla proposta della Fnopi – Federazione degli ordini della professione infermieristica – di istituire un percorso universitario in “Cure primarie e sanità pubblica”. Una laurea magistrale che “non serve a coprire il reale fabbisogno di figure professionali” scrivono in una nota i sindacalisti”, per cui non esiste una possibilità di inserimento negli attuali ruoli professionali, mentre si tagliano in Università i posti per gli infermieri di oltre 500 unità”. Un giudizio severo, che assimila gli ipotetici neolaureati del nuovo percorso accademico a “figure doppione” in quanto “già esistono professionisti in grado, con i master biennali, di ricoprire la posizione di infermieri di famiglia e di comunità”, figure emergenti che servirebbero per portare a compimento i piani previsti dal decreto del ministero della Salute numero 77 del 2022, che definisce l’organizzazione della medicina territoriale. E rilanciano sulla possibilità di collocamento nell’area della dirigenza, per chi esca da percorsi universitari magistrali, paventando conflitti tra professionisti qualora non si seguisse la strada indicata. Altra questione scottante la libera professione per gli infermieri e le altre figure assistenziali dell’area non medica. Nursing Up si rivolge al governo, affinché, attraverso il ministero della Salute, si dia un parere favorevole al cosiddetto emendamento Ciocchetti ovvero la proposta formulata dal vicepresidente della Commissione Affari sociali e sanità della Camera. Si tratta di un testo, inserito nel disegno di legge “Prestazioni sanitarie”, che propone l’eliminazione del vincolo di esclusività con il Servizio sanitario nazionale per gli infermieri e gli altri professionisti dell’assistenza che non siano medici, riconoscendo loro la possibilità di esercitare stabilmente la libera professione. “Una proposta che cambia il volto della sanità pubblica – sostiene Antonio De Palma, presidente di Nursing Up – e restituisce dignità e prospettive a migliaia di professionisti”. Soltanto il governo a questo punto può sciogliere il nodo, “favorendo così – continua De Palma – più qualità e più accesso alle cure, con riduzione delle liste d’attesa e una crescita professionale ed economica reale, mentre oggi è bloccata da vincoli anacronistici”. E c’è un altro aspetto a cui la libera professione potrebbe giovare: il recupero del lavoro sommerso con conseguenti vantaggi fiscali per lo Stato, unita alla possibilità di fornire un supporto concreto alle Rsa, alla sanità privata e ai progetti del Pnrr. (Nella foto: Antonio De Palma)

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