A poche ore dal varo del testo della Legge di bilancio 2026, la Camera ha espresso parere positivo su due Ordini del giorno di grande rilevanza per i pazienti oncologici e onco-ematologici: il primo Ordine del giorno riguardante ‘Formazione professionale degli psico-oncologi’, presentato dalla parlamentare Vanessa Cattoi, promosso dal Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” e dall’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”, il secondo presentato dal collega Ugo Cappellacci inerente un ‘Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) pilota per il cancro mammario metastatico’, un tipo di tumore molto aggressivo. Plaude all’impegno del Governo, sulle istanze al centro dell’interesse delle quarantotto associazioni di pazienti aderenti al progetto “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, Annamaria Mancuso, presidente di “Salute donna” organizzazione di volontariato e coordinatrice del gruppo. “Riteniamo la nuova Legge di bilancio positiva, in quanto prevede diversi interventi in favore di sanità e politiche sociali – commenta Mancuso – a cominciare dall’importante rifinanziamento del Fondo del Servizio sanitario nazionale, che porta la spesa sanitaria al suo massimo storico, pur in presenza di una manovra che riduce la spesa complessiva dello Stato, nel rispetto delle regole europee”. Una quota del fabbisogno sanitario standard, pari a 238 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, viene destinata a interventi relativi alle storiche battaglie del Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”. Viene inoltre istituito il Fondo a sostegno del ruolo di cura e assistenza dell’assistente famigliare a supporto delle persone con disabilità, a cui è dedicato il cortometraggio “La luce nella crepa”, presentato a Venezia e recentemente proiettato in Senato. Si attende ora la legge nazionale per dotare il Fondo di maggiori risorse, come anticipato dal ministro per la Disabilità Alessandra Locatelli (nella foto). È noto come il supporto psicologico sia parte integrante delle cure oncologiche, non solo per affrontare gli effetti collaterali ma anche per favorire l’adesione del paziente alle terapie. È doveroso e urgente quindi completare il percorso formativo professionale specifico degli psico-oncologi all’interno dell’ambito universitario, affinché tale figura venga riconosciuta come imprescindibile nelle équipe multidisciplinari al pari degli altri specialisti. Prossimo appuntamento entro breve con i ministri della Università e ricerca Anna Maria Bernini e della Salute Orazio Schillaci, per formalizzare il provvedimento e iniziare l’iter in ambito governativo. Obiettivo, la definizione di percorsi formativi universitari e post-universitari per una preparazione adeguata dello psico-oncologo, considerato che, con la legge di Bilancio 2026 sono state adottate numerose misure per potenziare la prevenzione e la medicina di precisione contro i tumori più ricorrenti e le malattie rare.

 

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