Gordiani: gli eroi silenziosi delle ambulanze
Coinvolta nell’esplosione, una vicina postazione convenzionata con il 118, trasferita nei dintorni
Ė stata quasi una gara, dopo il tremendo boato che il 4 luglio ha squarciato la tranquillità di via dei Gordiani, il susseguirsi delle espressioni di riconoscenza ai soccorritori presenti sul luogo della sciagura. In prima linea polizia locale, polizia di Stato, vigili del fuoco che hanno avuto, senza dubbio, un ruolo determinante nell’evitare che l’incidente diventasse sciagura. E ci sono altri protagonisti, rimasti un po’ in ombra perché forse si dà per scontato che loro ci siano sempre in caso di emergenza: gli operatori delle ambulanze che, nel caso di via dei Gordiani, nonostante abbiano subito le ingiurie dello scoppio e la cattiva sorte di mezzi completamente distrutti, non si sono risparmiati nel soccorso immediato e nell’assistenza. Abbiamo ancora davanti agli occhi le immagini di quella autolettiga in via dei Gordiani, completamente annerita dalle fiamme, così come è stata colpita la vicina sede della postazione della cooperativa San Paolo della Croce, convenzionata con l’Ares 118 – azienda regionale di emergenza sanitaria – a cui fornisce i mezzi a supporto dei soccorsi nel quadrante di Roma Est. Quattro barellieri e una infermiera hanno subito, per fortuna, piccoli traumi ma hanno continuato il proprio servizio per aiutare i cittadini coinvolti nella esplosione. Dalla direzione del 118 è stato attivato immediatamente il piano emergenziale, con l’allestimento di quelli che in linguaggio tecnico si chiamano Punti medici avanzati (Pma) ovvero due tendoni sul luogo della calamità, in grado di accogliere i primi feriti, valutarne lo stato di salute e indirizzarli al presidio sanitario più idoneo a trattare il caso. Un primo esame e cure tempestive che, in tali casi, si rivelano essenziali per la corretta destinazione delle persone da assistere. Un ausilio e una linea di attività, contenuta nel cosiddetto “Peimaf” piano di emergenza interno per il massiccio afflusso di feriti, un documento che definisce le procedure organizzative e logistiche per gestire un improvviso afflusso di pazienti in un ospedale, garantendo un’efficace risposta in caso di maxi-emergenze. Un percorso che si è rivelato fondamentale per la pronta accoglienza in ospedale dei feriti, in una organizzazione, come quella dell’emergenza, rodata ormai da anni. Una ulteriore prova che la nostra sanità, nei momenti topici, non è seconda a nessuno, grazie anche alla competenza e allo spirito di abnegazione degli operatori del 118 e delle società private convenzionate. Tanto che si è subito provveduto a trovare una postazione sostitutiva poco lontana, su via Casilina di fronte al parco di Centocelle, nella sede di un rimessaggio per camper. Non è mancato il ringraziamento del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca: “Voglio ringraziare pubblicamente i vigili del fuoco, gli operatori del 118 e tutte le forze dell’ordine che stanno lavorando senza sosta per mettere in sicurezza l’area e contenere i rischi – ha dichiarato subito dopo l’esplosione – la Regione Lazio è pronta a fornire ogni ulteriore supporto necessario, sia sul piano sanitario che su quello logistico”. Una presenza, quella delle istituzioni, che si è rivelata importante.

