Ė rottura netta tra Fondazione Policlinico Gemelli e Coina, il sindacato delle professioni sanitarie che, all’interno ha un significativo numero di iscritti. Non sono bastati cinque incontri ufficiali nel mese di aprile, per arrivare a un accordo formale che ricalcasse in pieno l’intesa verbale raggiunta, sui punti più significativi della vertenza. “Senza un testo firmato i diritti non esistono – ha dichiarato il segretario nazionale Marco Ceccarelli –. Non possiamo chiedere ai professionisti sanitari di lavorare sulla base di promesse. Qui non è saltata una firma: è saltata la fiducia”. Punto nodale dell’accordo il rinnovo del contratto di lavoro e la corresponsione degli arretrati entro dicembre 2026. Si chiede inoltre l’attivazione di tavoli tecnici su attività aggiuntive, mobilità interna, incarichi di coordinamento e gestione delle prestazioni. Prevista, inoltre, la formazione obbligatoria da remoto riconosciuta come orario di lavoro e l’apertura di un confronto sull’orario di lavoro “per affrontare ataviche criticità organizzative”, è scritto in un comunicato dell’organizzazione. Numerosi i punti all’ordine del giorno: dalla reperibilità alle sostituzioni per ferie, passando per le pause nei doppi turni e il rispetto di un quantum di ore di riposo minimo. L’organizzazione riferisce della volontà manifestata dall’amministrazione di non addivenire ad alcun accordo scritto. “Abbiamo già visto cosa succede quando gli accordi restano sulla carta – sottolinea Ceccarelli –. Senza tempi certi e obblighi scritti, non esistono tutele reali.” Alla luce della rottura, il Coina proclama lo sciopero per l’intera giornata del 30 aprile 2026, chiedendo un accordo scritto, vincolante e verificabile su contratto, organizzazione del lavoro e diritti fondamentali.

Commenti Facebook:

Commenti