Ennesimo episodio di violenza contro un presidio sanitario. Questa volta a essere colpiti non sono infermieri del pronto soccorso ma l’assalto è avvenuto all’esterno, nei confronti di un’ambulanza del 118 nella notte di Capodanno. Al mezzo sono stati infranti i finestrini per penetrare all’interno e impossessarsi degli effetti personali degli ignari operatori, impegnati a prestare soccorso. Una vicenda assurda, che ha avuto come scenario il quartiere di Cinecittà, precisamente viale dei Salesiani, la strada che costeggia la basilica parrocchiale di San Giovanni Bosco, che qualche anno fa ospitò il discusso funerale di un esponente della famiglia Casamonica. Una vicenda amara e paradossale, che riporta ancora una volta al centro la vulnerabilità di operatori e strutture sanitarie e che allarma i sindacati che chiedono maggiore sicurezza. La denuncia arriva sui social da parte di Alessandro Saulini, dirigente sindacale della Fials Ares 118. “Ė l’ennesimo furto ai danni di un equipaggio del 118 durante un intervento di soccorso – commenta Saulini – al ritorno sul mezzo gli operatori hanno trovato il vetro infranto e i loro effetti personali spariti. Purtroppo, questi episodi sono sempre più frequenti – tuona il sindacalista – e i dipendenti del 118 fanno sempre più i conti con questa crescente insicurezza“. Non si tratta infatti di un caso isolato. Poche settimane prima la stessa sorte era capitata a un mezzo di soccorso più o meno nella stessa zona. In questo caso si è verificata l’aggravante del furto di attrezzature mediche, tra cui strumenti per la misurazione di parametri vitali, insieme agli effetti personali degli operatori. Un altro bruciante episodio di violenza contro un’ambulanza si verificò sempre nel mese di gennaio del 2024, precisamente il giorno 8 nel campo rom di via Candoni, alla Magliana. Qui l’automezzo, arrivato in serata per soccorrere un adolescente colpito da un malore, non appena varcato l’ingresso fu preso a sassate dai nomadi, causando il ferimento di due operatori, uno dei quali è ricorso alle cure dell’ospedale Oftalmico per le schegge di vetro penetrate negli occhi dello sfortunato soccorritore. Troppi gli episodi cruenti, per questo la Fials Ares 118 chiede l’adozione di misure di prevenzione e sicurezza. “Proponiamo l’installazione di dash cam a bordo delle ambulanze, seguendo l’esempio positivo delle body cam contro le aggressioni”, suggerisce Saulini. Un dispositivo elettronico studiato per i veicoli di trasporto e atto ad acquisire immagini che sicuramente costituirebbe un deterrente contro ulteriori assalti.

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