Ė Una corsa che non rallenta: la spesa farmaceutica cresce ancora. Nei primi dieci mesi del 2025, ha raggiunto i 21,027 miliardi di euro, con uno scostamento di 3,77 miliardi dal tetto programmato (+15,3%). È il dato principale che emerge dal monitoraggio mensile dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) relativo al periodo gennaio-ottobre 2025. Nel dettaglio, la spesa dei medicinali dispensati attraverso le farmacie (convenzionata) è pari a 7,2 miliardi, invece quella relativa ai medicinali acquistati direttamente dalle strutture sanitarie ammonta a 13,6 miliardi. Lo sforamento, come avviene da anni, è determinato dalla spesa per acquisti diretti: incidono per il 12,06% sul Fondo sanitario nazionale (era l’11,3% nel 2024) a fronte di un tetto dell’8,3%, con uno sforamento totale di 4,24 miliardi. Pur rimanendo al di sotto del tetto del 6,8% con un attivo di 461,3 milioni, sale anche la spesa convenzionata che raggiunge il 6,39% del Fsn, rispetto al 6,31% del 2024. “Ė un segnale di allarme che non può essere ignorato – esordisce Daniela Sbrollini – siamo di fronte a una dinamica che rischia di mettere sotto pressione la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e di compromettere l’equità nell’accesso alle cure per i cittadini” e annuncia la presentazione di una interrogazione parlamentare al ministro della Salute. Emergerebbe, secondo la senatrice, una  difficoltà nei meccanismi di controllo e una situazione di incertezza ai vertici dell’Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) a cui si aggiunge un elemento politico-istituzionale altrettanto rilevante: una frattura all’interno dell’Aifa e nei rapporti con il ministero della Salute e il governo. “Una condizione che rischia di indebolire la capacità decisionale e la credibilità dell’intero sistema”, obietta l’esponente di Italia Viva. L’interrogazione mira a chiarire le cause di tale incremento, quali misure di controllo siano adottate, la situazione all’interno di Aifa e se la stessa sia nella piena operatività e infine, quali iniziative si intendono assumere per interrompere le criticità e stabilire un coordinamento efficace tra Aifa, ministero e governo. “Lungi dal mettere in discussione il valore dell’innovazione farmacologica – insiste Sbrollini – straordinaria opportunità per i pazienti, si vuole assicurare che ogni investimento sia basato su evidenze solide e su un sistema di valutazione rigoroso. Serve trasparenza, serve programmazione, serve una visione chiara”. Aspirazione legittima che vuole essere accompagnata da un reale miglioramento degli esiti di salute. Motivo per cui si esige dall’esecutivo un intervento urgente che ristabilisca un corretto equilibrio, controllo, responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche insieme a coesione e chiarezza nei rapporti istituzionali.

 

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