Italia, la culla del diritto. E della bulimia di leggi. Non si sottrae a tale definizione il settore farmaceutico, uno dei gangli più importanti del Paese, gravato però da oltre settecento norme per lo più obsolete, che appartengono alla legislazione degli anni Trenta. Inadeguate per un comparto che vede l’Italia quale nazione leader nella produzione, che nel 2024 ha raggiunto i 56 miliardi di euro e primeggia nelle esportazioni, dando vita a una industria che vede quasi 160mila professionisti impegnati, rafforzando il nostro ruolo chiave tra i Paesi europei. Per questo, su iniziativa del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, è in gestazione una riforma che assume le sembianze di “Testo unico della legislazione farmaceutica”, volta a razionalizzare tale complesso sistema avvicinando il farmaco al cittadino, restituendo certezze agli operatori del settore, favorendo gli investimenti. Il disegno di legge ha ricevuto il via libera nel Consiglio dei ministri del 30 gennaio scorso, previo accordo con le Regioni che ne hanno integrato il contenuto e ora spetta al Governo  la facoltà di adottare, entro il 31 dicembre 2026, uno o più decreti legislativi per il riordino dell’intera disciplina farmaceutica. A supporto di tale significativa innovazione, si sono mobilitati politici, esperti, rappresentanti dell’industria del settore, portatori di interesse vari, per avviare una riflessione completa sui contenuti del provvedimento. Tra le più recenti iniziative, c’è il convegno ‘Il Testo unico della legislazione  farmaceutica: una riforma organica e strategica’, promosso il 17 febbraio dal vicepresidente della Commissione Affari sociali e sanità della Camera Luciano Ciocchetti. Un confronto a trecentosessanta gradi, occasione offerta al farmacista Gemmato per spiegare il provvedimento di riordino della materia. “Parliamo di una riforma necessaria per mettere ordine, semplificare e razionalizzare il quadro normativo di un settore che nel corso degli anni ha conosciuto una varietà infinita di interventi normativi” ha esordito il sottosegretario. “Ė’ arrivato il momento di fare chiarezza – chiede ancora Gemmato – di adeguare l’intera materia ai cambiamenti in corso con l’obiettivo di migliorare l’accesso alle cure e ai farmaci per i cittadini”. Per questo si sta lavorando a un Testo unico che sia chiaro, accessibile e offra maggiori certezze. Tra i partecipanti, i vertici delle maggiori case farmaceutiche e, imprenditori, farmacisti e, tra gli altri, i presidenti di Federfarma Andrea Cicconetti, di Farmindustria Marcello Cattani e Arturo Cavaliere presidente dell’Ordine dei Farmacisti italiani. Per il settore pubblico ha presenziato Arturo Cavaliere, presidente Società italiana di Farmacia ospedaliera e delle Asl, altra importante realtà per la farmaceutica. A testimonianza di una riforma condivisa e partecipata, che insieme a legislatori e professionisti ha coinvolto le Regioni e il cui testo definitivo dovrà essere licenziato entro il 31 dicembre 2026.

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