Farmacap, un patrimonio messo seriamente in discussione. Ė questo, in sintesi, l’allarme lanciato da Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, che stigmatizza la politica dell’amministrazione guidata da Roberto Gualtieri, che avrebbe nella azienda sociosanitaria che gestisce 47 farmacie un punto di forza ma negli ultimi anni molto è stata molto indebolita. Creata nel 1997, anno in cui aprì in breve 46 farmacie diffuse in tutta la città – con una forte concentrazione nei quartieri periferici a sud est della capitale – vendeva farmaci a prezzi calmierati e offriva servizi aggiuntivi ai cittadini, specie quelli più fragili e in difficoltà economiche. Negli anni, investimenti gestiti in modo non ottimale e scelte non oculate, ne hanno fatto una delle tante aziende comunali in crisi, così Farmacap ha visto tempi bui per risollevarsi, come per miracolo, alla fine del 2024, con un esercizio chiuso con un utile di 81mila euro, a fronte di perdite di quasi due milioni l’anno precedente. Frutto amaro del risanamento, la chiusura di quattro esercizi in zona Ardeatina, Colli Albani, Messi d’Oro e Ponte Vittorio e riduzione dei servizi ad Acilia nord. Per compensare, l’apertura di una nuova farmacia nel tempio del consumismo, il centro commerciale Euroma2, un punto vendite e assistenza sociosanitaria che però sembra non decollare. “Roma Capitale si avvia a mettere all’asta cinque farmacie comunali Farmacap, presidi pubblici e punta su una sola sede, nel centro commerciale Euroma2, che starebbe registrando risultati molto inferiori alle previsioni, rischiando di non compensare neppure lontanamente il valore complessivo delle farmacie che si vogliono dismettere: un danno secco per la collettività”, denuncia Santori in un duro comunicato. Lo stesso consigliere, nello scorso ottobre, dopo l’approvazione della delibera di dismissione da parte dell’Assemblea Capitolina, aveva denunciato “le difficoltà aziendali, specie nei bilanci e i costi dirigenziali con nuovi incarichi non previsti dallo statuto e senza reali piani economici a sostegno”. Gli stessi argomenti vengono riproposti, questa volta con il sostegno del sindacato Ugl, denunciando un peggioramento dei conti del 2025 rispetto all’anno precedente e invocando un vero piano industriale che ora sembra difettare “comprimendo il diritto dei cittadini alla salute”, insiste Santori, chiedendo al sindaco e al dipartimento società partecipate di chiarire sulla operazione. Una richiesta che va nella tutela della salute e medicina di prossimità, tanto invocata a parole ma nei fatti respinta.

 

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