I cambiamenti climatici, secondo il parere di alcuni scienziati, rappresentano una delle principali sfide globali per la salute pubblica. Eventi meteorologici estremi sempre più frequenti, diffusione di vettori come le zanzare e comparsa in nuove aree geografiche di malattie un tempo considerate “esotiche” stanno modificando lo scenario sanitario mondiale. Secondo le Nazioni Unite, già oggi circa 3,6 miliardi di persone vivono in aree ad alto rischio, un numero destinato ad aumentare nei prossimi anni. Per contribuire alla sensibilizzazione delle nuove generazioni su questi temi, l’Istituto Superiore di Sanità (Iss), in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, organizza il 18 marzo il corso “Educare al futuro: strumenti scientifici per insegnare clima, salute e sostenibilità”, rivolto ai docenti di materie scientifiche della scuola secondaria di primo e secondo grado. L’iniziativa si svolgerà in modalità ibrida, sia in presenza presso la sede dell’Iss sia online. Obiettivo del percorso formativo è fornire agli insegnanti conoscenze aggiornate e strumenti didattici che consentano di progettare in autonomia lezioni dedicate al rapporto tra cambiamenti climatici, salute e sostenibilità da proporre agli studenti. Tra i protagonisti della giornata sarà presente il giornalista scientifico e divulgatore David Quammen, che terrà una lectio sul legame tra cambiamento climatico, perdita di biodiversità e malattie infettive emergenti. Il programma prevede interventi di esperti provenienti da alcuni dei principali enti di ricerca italiani, tra cui Cnr, Ispra e lo stesso Iss. Le lezioni affronteranno diversi aspetti delle conseguenze sanitarie della crisi climatica: dalla diffusione di specie invasive all’espansione geografica di patologie come West Nile, Chikungunya e malaria, fino agli strumenti di prevenzione e alle strategie di comunicazione scientifica. L’efficacia del corso sarà valutata attraverso un questionario che gli studenti compileranno dopo le attività didattiche realizzate dai docenti partecipanti. I risultati saranno poi restituiti al comitato organizzatore per misurare l’impatto dell’iniziativa. «L’evento formativo mira a rafforzare la consapevolezza del legame tra cambiamenti climatici e salute pubblica, fornendo una formazione scientificamente solida e aggiornata», spiega Anna Olivieri, responsabile scientifica dell’iniziativa. «L’obiettivo è creare una rete di docenti in grado di trasferire queste conoscenze agli studenti in modo chiaro e coinvolgente, favorendo il dialogo tra scuola, ricerca e professioni sanitarie». Il corso rientra tra le iniziative collegate al progetto di ricerca finanziato dalla Fondazione Intesa Sanpaolo “Inibizione della GTPasi umana Rac1: una nuova strategia per lo sviluppo di farmaci antimalarici”, che prenderà il via il 1° novembre e punta a sviluppare nuovi composti potenzialmente meno soggetti a fenomeni di resistenza rispetto ai farmaci attualmente disponibili. Un’iniziativa che conferma come la formazione e la scuola possano svolgere un ruolo centrale nella costruzione della resilienza ai cambiamenti globali, partendo proprio dalla consapevolezza dei più giovani.

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