Non molti giorni fa abbiamo definito il 2026 come l’anno della chirurgia robotica e delle tecnologie più avanzate le notizie che arrivano sembrano non smentirci. Per primo, il Policlinico Tor Vergata di Roma che nello scorso anno ha raggiunto un ambito traguardo nella chirurgia dei trapianti. Nel corso del 2025 sono stati eseguiti 18 trapianti di rene da donatore vivente, mediante tecnica completamente robotica. Si tratta del primo centro nel Lazio a adottare questa procedura e di uno dei pochi in Italia, ponendo l’ospedale di Roma Est nell’olimpo dei grandi centri al top nella specialità e punto di riferimento nazionale nella chirurgia avanzata. Una tecnica che presenta numerosi benefici rispetto alla chirurgia tradizionale, sia per il donatore che per il ricevente e che si è giovata di una ulteriore organizzazione delle sale operatorie in contemporanea che ha consentito un intervento per entrambi in tempo reale. Tale strategia ha permesso di azzerare i tempi di assenza del flusso sanguigno dell’organo, garantendo una migliore funzionalità del rene trapiantato, con migliori risultati clinici a breve e lungo termine. Ulteriori benefici, rispetto a un intervento tradizionale, sono rappresentati  dalla riduzione del trauma chirurgico, un attenuato dolore post-operatorio, un recupero più rapido, migliori risultati estetici, elevata precisione nelle fasi più delicate dell’intervento. Palpabile la soddisfazione del direttore della équipe di Chirurgia epatobiliare e trapianti Giuseppe Tisone, che ha operato in collaborazione con la Urologia diretta da Enrico Finazzi Agrò, la Nefrologia con a capo Anna Paola Mitterhofer e il coordinamento infermieristico della specialità trapiantologica. Analogo compiacimento da parte del direttore generale di Tor Vergata Ferdinando Romano e del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca che parla di un “elevatissimo livello di competenze presenti nelle nostre strutture pubbliche e la capacità di coniugare innovazione tecnologica e qualità delle cure”. Dalla parte opposta della città, un’altra struttura sanitaria si mette in luce per l’uso di tecnologie all’avanguardia in sala operatoria. Ė il Policlinico Gemelli che nella Chirurgia oncologica ginecologica segna un punto in suo favore, adottando, per la prima volta in Italia il sistema Van Gogh una tecnologia che permette di analizzare i tessuti tumorali in tempo reale, direttamente in sala operatoria. Grazie ai fondi del progettoDare – Digital Lifelong Prevention si apre la strada a una chirurgia ginecologica oncologica sempre più di precisione, personalizzata e sicura. Van Gogh  sarà impiegato nello studioProve”, incentrato sulla valutazione dei punteggi di rischio poligenico nel tumore dell’ovaio. Con tale tecnica, è possibile osservare il tumore mentre si opera, offrendo al chirurgo informazioni immediate e oggettive utili a orientare le decisioni cliniche, valutando in tempo reale la presenza di cellule tumorali, lo stato dei margini di resezione e l’eventuale malattia residua. Un intervento conservativo quando possibile o più radicale se necessario, favorendo il mantenimento della fertilità specie nelle donne più giovani.

 

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