Chirurgia a Roma: il robot approda al Pertini
La chirurgia robotica innalza il livello di cura e migliora la qualità di vita delle persone
Si chiama “Da Vinci Xi IS4000” il nuovo robot chirurgico di ultima generazione, con cui all’ospedale Sandro Pertini di Roma, il 19 dicembre è stata effettuata una resezione anteriore del retto per neoplasia maligna, dando l’avvio al programma di chirurgia robotica – di cui è responsabile Massimo Ducci, direttore di Otorinolaringoiatria – che presto costituirà la Rete robotica aziendale della Asl Roma 2, integrata con gli altri due nosocomi presenti, il Sant’Eugenio e il Cto. Una tecnologia avanzata, che grazie alla elevata competenza della équipe guidata da Marco Catarci, direttore della Chirurgia generale dell’ospedale di via dei Monti Tiburtini – coadiuvato dagli anestesisti/rianimatori diretti da Valeria Lucentini e gli infermieri coordinati da Alessia Di Filippo e Annalisa Cedrone – consente di operare con tecniche mininvasive, maggiore precisione, esiti operatori migliori con recupero post-intervento più rapido. A tali caratteristiche, si aggiunge inoltre la riduzione del dolore, con minore incidenza di complicanze, esiti che hanno un impatto positivo sulla qualità della vita del paziente. Palese la soddisfazione dei vertici aziendali: “Un investimento tecnologico che rappresenta una punta di diamante per la Asl Roma 2 – ha dichiarato il direttore generale Francesco Amato – che innalza in modo significativo il livello di cura e di assistenza delle persone prese in carico. Dotarsi di strumenti innovativi significa offrire risposte più efficaci, rafforzando il rapporto di fiducia tra i cittadini e la sanità pubblica”. Valore aggiunto che assume ancor più significato, assicurando equità nell’accesso e universalità delle cure, specie nei quartieri più problematici. Ė l’obiettivo perseguito dalla sanità regionale del Lazio, che tende a rendere più moderno il Servizio pubblico, riducendo le disuguaglianze indipendentemente dal territorio di residenza. La piattaforma Da Vinci Xi, giunta alla quarta generazione tecnologica, garantisce una visione tridimensionale ad altissima definizione, una precisione millimetrica che elimina il tremore fisiologico delle leve del corpo e assicura una libertà di movimento superiore grazie a strumenti che simulano il polso umano. Sue caratteristiche le incisioni minime anche per interventi complessi, con riduzione dell’impatto chirurgico sul paziente. Ne ha fatta di strada il “Da Vinci”, dal primo approccio per curare i feriti nella Guerra del Golfo all’autorizzazione della statunitense Food and Drug Administration per la chirurgia laparoscopica nel 2000, passando per la prima messa a punto nella Silicon Valley. Il boom ci fu alla fine del primo decennio del Duemila e tale metodologia ha rivoluzionato totalmente il teatro operatorio. Per questo, la sinergia delle risorse determinata dall’uso della rivoluzionaria piattaforma, oltre a ridurre la mobilità passiva e garantire cure d’eccellenza, costituisce un viatico per l’azienda sanitaria del quadrante Sud-Est di Roma, che guarda a un futuro sviluppo con la progettazione di un nuovo blocco operatorio nell’ospedale Pertini, interamente dedicato alla chirurgia robotica.

