“La qualità e la sicurezza dell’assistenza e delle cure passano attraverso la valorizzazione e la tutela delle professioni sanitarie. Esse garantiscono con competenza, responsabilità e una grande dose di umanità, ogni giorno il diritto alla salute”. Così Diego Catania (nella foto), Presidente della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, riguardo ai recenti accadimenti dell’ospedale San Raffaele di Milano. La vicenda si riferisce a quanto verificatosi nel reparto di Medicina ad alta intensità e cure intensive. L’unità operativa sguarnita di infermieri causa ferie e carenze ataviche di personale, avrebbe fatto ricorso a professionisti esterni, appartenenti a una cooperativa, molti dei quali stranieri con scarsa conoscenza della lingua italiana. Così, in breve, nei reparti è stato il caos: nella notte tra il 6 e il 7 dicembre si sarebbero verificate gravi disfunzioni nella somministrazione di specialità farmacologiche, con dosaggi dieci volte superiori a quelli previsti, medicine introvabili, difficoltà nella ventilazione polmonare e altri rischiosi accadimenti, che di sicuro stridono con l’immagine di eccellenza che l’importante struttura fondata da don Luigi Verzè si è conquistata negli anni. A difesa della struttura, si è levata alta la voce del presidente che ha così commentato la vicenda: “Riteniamo fondamentale continuare ad alimentare il senso di appartenenza e di stabilità dei professionisti sanitari, garantendo al contempo equità e tutela nelle cure”. “È doveroso ribadire che l’ospedale San Raffaele rappresenta un punto di riferimento di eccellenza clinica, scientifica e organizzativa per il Servizio sanitario nazionale, e non solo per i cittadini lombardi, ma anche per tutte quelle persone che da altre parti di Italia affidano la propria salute al nosocomio milanese”. Il Presidente della Federazione nazionale che rappresenta diciotto professioni sanitarie, in sintonia con tali premesse, augura buon lavoro all’ingegnere Marco Centenari e al professor Alberto Zangrillo, rispettivamente neoamministratore unico e “chief clinical officer” dell’Irccs milanese, esprimendo piena fiducia nelle loro competenze e nella loro guida.

 

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