L’ospedale San Giacomo tornerà alla sua antica funzione. Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza resa nota il 13 febbraio, una decisione relativa alla battaglia giudiziaria che ha coinvolto il nosocomio romano di via Canova, a partire dal 31 ottobre 2008, data in cui fu chiuso dalla Regione Lazio, allora governata dalla giunta di centrosinistra di Piero Marrazzo. La decisione della Suprema Corte riapre quindi un capitolo che la Regione Lazio di Nicola Zingaretti e Alessio D’Amato sembrava aver chiuso per sempre. In ultima istanza è stato accolto il ricorso di Oliva Salviati, discendente del cardinale Antonio Maria Salviati, che nel 1593 aveva donato la struttura alla città di Roma vincolandola esclusivamente a scopi assistenziali. Per rientrare dal deficit sanitario, nel 2016 la Regione Lazio inserì l’immobile nel fondo immobiliare ‘i3-Regione Lazio’ gestito da Invimit. Lo scopo era quello di “valorizzare” l’antico complesso, in sintesi: si doveva fare cassa. Per tacitare le innumerevoli proteste della cittadinanza, si scelse una formula soft per la futura destinazione. L’idea era quella di destinare l’ospedale a “progetti di natura socio sanitaria in senso ampio”; si parlava di una ‘senior house’, in parole povere una Rsa di lusso. Esprime soddisfazione Oliva Salviati, erede del cardinale e strenua sostenitrice della salvaguardia della struttura. “Ho vinto – posta sui social, è una notizia bellissima attesa da 15 anni. Una vittoria contro l’ingiustizia, contro la brutalità della politica, contro la malasanità. È una vittoria contro le bugie, è una vittoria per le verità, per la gente, per i malati, per i medici etici, una vittoria per il nostro Paese e per la nostra Roma, forse la più bella città del mondo, una vittoria per il futuro e per i nostri figli. Ora – incalza – mi aspetto che il San Giacomo riapra le proprie porte il prima possibile e che torni preso al servizio dei cittadini”. Il buon esito della sentenza arriva con un tempismo esemplare: nella giornata in cui Francesco Rocca diventa presidente della Regione Lazio, con ampio margine rispetto al suo competitor. Una vittoria per cui Oliva Salviati spera, considerato che il neo governatore nel suo programma aveva previsto la riattivazione di complessi ospedalieri chiusi o declassati dalle precedenti amministrazioni. “Lancio un appello alla politica – chiosa la nobildonna – basta speculazioni sui beni comuni. Tutti i partiti hanno sabotato la sanità e i cittadini non ne possono più: la penalizzazione della sanità corrisponde a un programma preciso e mi auguro che Rocca inverta questa tendenza”. In questi 14 anni di battaglie legali, Salviati è stata seguita dall’avvocato Isabella Stoppani e ora entrambe non aspettano altro che vedere quanto prima l’ospedale restituito alla città di Roma e ai suoi cittadini.

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