Asl Roma 6, sulle case di comunità i pareri non convergono. Ad Ariccia, in tempo di campagna elettorale per le prossime amministrative del 24 e 25 maggio, i presidi sanitari da poco inaugurati diventano motivo di propaganda politica. A buttare benzina sul fuoco è il candidato sindaco di centrosinistra Fabrizio Profico – bizzarro destino lo vuole omonimo del direttore generale della Asl – che esprime tutti i dubbi del caso sul reale funzionamento di tali strutture. “Le case di comunità restano un intervento simbolico senza un reale potenziamento dei servizi, sebbene siano un risultato positivo nella direzione di una sanità pubblica vicina ai cittadini e integrata col territorio” commenta. Il nodo principale è la ben nota carenza di personale, sottolinea il candidato, in netto contrasto con l’omonimo direttore generale – nome di battesimo Giovanni – che invece, al momento dell’inaugurazione delle tre case di comunità di Ariccia, Genzano e Ciampino del 3 aprile scorso, ha manifestato ben chiari obiettivi e linee di indirizzo delle tre strutture. Per quanto attiene ad Ariccia, Giovanni Profico punta sulla tradizione e mette al centro la specialità medica di cui l’antico e riconvertito ospedale Spolverini era centro di eccellenza: la riabilitazione. Nella città di Palazzo Chigi, in memoria del sottotenente Agostino Chigi Albani, morto nella battaglia di Adua il 1° marzo 1896, per volontà di una addolorata mamma, Antonietta Chigi Wittgenstein, nacque l’”Istituto Chirurgico Ortopedico per la cura dei bambini poveri di Roma e Provincia”. Una sconfitta di guerra legata a illusorie aspirazioni coloniali che si trasforma in un’opera benefica, il cui progetto fu affidato all’architetto Carlo Lepri, che posò simbolicamente la prima pietra dell’edificio il 28 agosto 1909. L’Istituto garantì assistenza ai ragazzi per le più perniciose affezioni del primo Novecento: dalla tubercolosi alla poliomielite, passando per il rachitismo.Vitam aquae natura donat infaustae naturae reddit aqua vitam” è il motto impresso su un’edicola posta di fronte all’ingresso del salone della piscina, che ancora mostra i risultati positivi dell’acqua, fonte di vita, che restituiva vita alla natura malata con quanto di meglio offriva la scienza medica del tempo: meccanoterapia, elettroterapia, idrochinesiterapia ed elioterapia. Con la sapiente gestione di Luigi Spolverini, luminare della Pediatria, a partire dal 1936 l’Istituto ortopedico divenne primo centro di riferimento nazionale per la cura della poliomielite e oggi l’area, di 14mila metri quadrati, diventa casa di comunità con servizi di medicina di base, ambulatori infermieristici, Cup, centro prelievi, specialistica, diagnostica e telemedicina, con un occhio sempre rivolto all’antica vocazione dell’ospedale, da potenziare nel rispetto del vincolo posto dall’atto notarile con cui, ai primi del Novecento, i Chigi donarono il grande parco da destinare a “ente benefico per la cura dei bambini deformi e rachitici”. Punta su tale specialità il direttore Profico per Ariccia mentre a Genzano, nell’ospedale intitolato a Ercole De Santis, altra struttura storica chiusa nel 2018, oltre alla casa di comunità che offre analoghi servizi di base, sarà attivato l’ospedale di comunità, con ricoveri e assistenza a bassa intensità e presa in carico delle cronicità. Più legata alla Capitale la casa di comunità di Ciampino, vista come “Porta” della Asl Roma 6 aperta su Roma, che oltre ai servizi di base comuni a tali presidi, è direttamente collegata al distretto sanitario, cuore dei servizi territoriali cittadini. Per quanto attiene al personale, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha annunciato 370 nuove assunzioni, per completare gli organici delle strutture attive oggi nella Asl Roma 6 e per le altre in fase di realizzazione: in totale 11 case e 8 ospedali di comunità. Per la soddisfazione di entrambi i Profico.

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