Medicina territoriale a Roma Est, un flop. La freccia avvelenata l’ha lanciata il gruppo regionale del Pd Lazio, che sui banchi della Pisana siede all’opposizione, dopo un decennio di governo a guida Nicola Zingaretti. E la polemica non è nuova, si riferisce a presunte inaugurazioni che si dimostrano poi inconsistenti, dato il difficile rodaggio dei servizi. Storie viste e metabolizzate sotto le amministrazioni di ogni colore e a ogni livello. “Meno tagli del nastro e più servizi”, esordiscono i democratici in un duro comunicato rivolto al presidente della Regione Francesco Rocca, in cui denunciano presunte passerelle nelle strutture che poi, a loro parere, rimarrebbero chiuse perché “non in grado di funzionare”. Sotto la lente d’ingrandimento del gruppo Pd, in particolare, la casa di comunità di via del Frantoio, inaugurata il 3 dicembre nel popoloso e problematico quartiere del Tiburtino terzo e quella di Torre Maura, in via delle Averle, aperta dopo una completa ristrutturazione l’8 luglio scorso, con una sontuosa cerimonia di inaugurazione, presenti numerosi rappresentati delle istituzioni, delle forze dell’ordine, della comunità religiosa locale e financo del sindaco Roberto Gualtieri, nella persona del delegato Mariano Angelucci. Una sinergia istituzionale, a testimonianza del lavoro compiuto per liberare l’immobile, abbandonato al degrado, con una occupazione abusiva durata più di trenta anni  (https://www.sireneonline.it/wordpress/municipio-vi-la-salute-arriva-in-casa/). E quest’ultima critica, il presidente del Municipio VI delle Torri non l’ha proprio mandata giù. La reazione è visibile sui social di Nicola Franco: “Hanno chiuso 16 ospedali, tagliato 3600 posti letto, distrutto la sanità regionale nei dieci anni di governo Zingaretti-Pd e oggi hanno la faccia tosta di criticare chi sta tentando di mettere riparo ai loro disastri”, attacca in un veemente post che ricorda il triste decennio dei tagli lineari, dal 2010 al 2019 quando tanti cittadini del Lazio, specie nelle province – martoriate dal decreto 80 del 2010 targato Renata Polverini – hanno dovuto rinunciare a presidi e servizi. Alle critiche dei democratici risponde “pacatamente e serenamente, senza alimentare polemiche”, la direzione della Asl Roma 2, azienda nel mirino, che ha il primato nelle attivazioni di case di comunità, snocciolando puri, semplici, inconfutabili dati che dimostrerebbero il contrario di quanto asserito dal Pd Lazio: cinque strutture attive, nonostante qualche ritardo nelle burocratiche procedure di accreditamento funzionano e hanno garantito, nella settimana tra l’8 e il 13 dicembre, 1592 prestazioni, tra cui 1550 visite specialistiche, più i prelievi ematici, per un totale di 1800 accessi totali. Non poco per presidi appena aperti e soprattutto, poco conosciuti, visto che la comunicazione sanitaria è il vero punto debole per tutte le amministrazioni regionali che si sono succedute, nonostante le risorse investite. Dalla Asl assicurano che in tutte le case della comunità sono partite almeno otto attività a pieno regime sulle undici complessive previste, considerato il riottoso rifiuto dei medici di famiglia di assicurare turni di servizio nelle strutture territoriali. Per quanto attiene alla struttura di Torre Maura non rientra nei fondi Pnrr, essendo finanziata interamente dalla Regione Lazio. Considerato l’inspiegabile ritardo dell’ultima firma per l’accreditamento, è temporaneamente adibita a Cot, centrale operativa territoriale, cabina di regia per programmare quanto previsto dal decreto ministeriale 77 del 2022, tra cui le prestazioni sociosanitarie che non figurano nei conteggi ufficiali e la presa in carico dei malati cronici, in attesa di attivare tutti i servizi. Ma la polemica non si ferma, alimentata negli ultimi giorni dall’ex assessore della giunta Zingaretti Massimiliano Valeriani, che rimarca come le “inaugurazioni di Rocca siano un flop, per case di comunità che restano vuote e senza servizi, sebbene attese da anni dai cittadini”. Almeno dagli anni Settanta, quando a Milano, l’associazione “Medicina democratica” lanciò le “Case della salute”, idea ripresa dall’ex ministro della Salute, la piddina Livia Turco e da lei rilanciata in vari convegni tra il 2007 e il 2008, accarezzata poi nel Lazio da Nicola Zingaretti con qualche timida inaugurazione, i cui risultati sono oggi sotto gli occhi di tutti.

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