Una promessa mantenuta nei tempi stabiliti. Sono bastati meno di dodici mesi per trasformare un’ex caserma in un luogo che i cittadini aspettavano da anni. La Casa di comunità di Cesano, località dell’Agro a nord di Roma, sorge all’interno del vecchio circolo dei sottufficiali della Scuola di fanteria, Caserma Bartolomei, che tanto lustro ha dato all’antico borghetto. Uno stabile aperto il 1° marzo 1945, dopo il trasferimento da Torino. A meno di un anno dalla posa della prima pietra – il 9 luglio 2025 – il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il direttore generale della Asl Roma 1, Giuseppe Quintavalle, e il presidente del Municipio XV Daniele Torquati, hanno inaugurato il presidio il 3 luglio, tra la soddisfazione generale dei vertici regionali, aziendali e dei cittadini. La Casa, ubicata in via della Stazione di Cesano 423 è stata attivata in modalità remota, in contemporanea con la omologa, di San Lorenzo, situata in via dei Frentani 6. L’investimento complessivo è di oltre quattro milioni di euro, tra fondi Pnrr e regionali. Entrambe le strutture opereranno garantendo una presenza medica e infermieristica per dodici ore al giorno 6 giorni su 7 presidio che, mutuando dal linguaggio aeronautico è chiamato ‘Spoke’, dotato di un servizio in più, la continuità assistenziale già guardia medica, con turni di notte e festivi. Per potenziare la diagnostica di prossimità di entrambi i presidi, sono stati inoltre investiti 100mila euro (fondi Pnrr) in nuove apparecchiature elettromedicali (ecografi, elettrocardiografi, spirometri, dermatoscopi, doppler portatili e defibrillatori). La Casa della comunità di Cesano è frutto di una virtuosa sinergia di rigenerazione urbana con il ministero della Difesa e l’Esercito italiano, collocata in un’area verde di circa 1700 metri quadrati adiacente alla Caserma Bartolomei. L’investimento dell’intervento è di 2.924.284 euro. Tra i servizi all’interno: Cup, Pua (Punto Unico di Accesso integrato con i servizi sociali del Municipio XV), Adi (Assistenza Domiciliare Integrata), ambulatori di Medicina generale, Pediatria, specialistica e ambulatorio infermieristico, sala prelievi, continuità assistenziale, Uca (Unità di Continuità Assistenziale), centro vaccinazioni adulti e pediatriche. Un ampio ventaglio di prestazioni, indispensabili in una località in cui i servizi sanitari scarseggiano. Al contrario, sebbene la Casa della comunità San Lorenzo non sia lontana da prestigiose istituzioni sanitarie – Policlinico Umberto I, Polo sanitario Eastman –  si rivela essenziale per evitare ai cittadini il ricorso all’ospedale, con tutte le difficoltà connesse. Sviluppata all’interno di un immobile degli anni ’60 in via dei Frentani 6, la struttura rappresenta un punto di riferimento cruciale per il quartiere. Un budget complessivo di 1.265.336 euro ha permesso di rendere più fruibili i servizi: accoglienza e Cup, sportello polifunzionale, Pua, ambulatori specialistici tra cui cardiologia e diabetologia, ambulatorio infermieristico con infermiere di famiglia e comunità (IFeC), Medici di Medicina generale (Mmg), Unità di cure primarie (Ucp), Unità di cure assistenziali nelle 12 ore, punto prelievi e spazi dedicati al volontariato. “Questo è un altro tassello del lavoro di rafforzamento della medicina del territorio che stiamo portando avanti”, ha dichiarato il presidente Rocca, ringraziando l’Esercito italiano per la collaborazione.

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