Ci apprestiamo a celebrare la Pasqua e il nostro pensiero non può non andare oltre i nostri confini, con uno sguardo pieno di trepidazione per tutto ciò che sta accadendo in altre comunità umane che vivono condizioni di disagio, fragilità, ingiustizie, disuguaglianze e violenze, legate in particolare in questi drammatici anni, a inconcepibili guerre e distruzioni. In questo tempo, attraversato da ingiustificati conflitti e profonde lacerazioni, sperare nella Pasqua di Resurrezione significa sostenere che nessuna ingiustizia è definitiva, che ogni storia può cambiare direzione e che anche nei contesti più vulnerabili possono nascere percorsi di rinascita e di futuro. Tale auspicio guida da sempre il nostro lavoro, il piccolo contributo che quotidianamente cerchiamo di dare informando le persone su ciò che accade nei contesti più complessi quale quello sanitario, teatro di dolore e di speranza nello stesso tempo. Una speranza che vogliamo trasmettere ai malati in prima istanza e a coloro che se ne prendono cura: gli operatori sanitari. A loro e alle loro famiglie, rivolgiamo il nostro più fervido augurio, teso a rafforzarne il senso di responsabilità con cui affrontano ogni giornata al cospetto di chi soffre, a sostenerne l’umanità con cui guardano ai loro assistiti, ad apprezzarne la competenza che fa delle nostre strutture sanitarie presidi affidabili a cui rivolgersi con fiducia. Responsabilità e visione, questo è il senso che guida i nostri operatori, i professionisti e che deve instradare i vertici aziendali e i decisori politici affinché la nostra sanità possa manifestare quanto prima quei segni di rinascita, giustizia, umanità a cui guardare, come alla Pasqua, che dal mero significato di ricorrenza deve connotarsi come la positiva direzione da assumere, per sempre. Ci concediamo qualche giorno di pausa, trasmettendo ai nostri lettori e alle loro famiglie i nostri auguri più affettuosi.

 

Commenti Facebook:

Commenti