Bolsena, c’è l’infermiere di comunità
Rafforzato il modello di assistenza di prossimità con la Casa di comunità e presa in carico totale
Case di comunità portatrici di innovazione. Non solo presidi riconvertiti, grazie alla presa in carico totale del paziente ma strutture che operano con una visione basata sulla prevenzione e la medicina di prossimità, di cui il principale protagonista è l’infermiere di comunità. Una nuova figura, per la quale è stato studiato uno specifico percorso di studi con tanto di specializzazione e laurea magistrale, con cui la sanità territoriale guarda a un futuro che non sia soltanto accesso in ospedale per qualsiasi patologia ma offerta di salute più vicina al cittadino. Con tali premesse, procede la cavalcata della Regione Lazio verso il traguardo di tali strutture finanziate dal Pnrr, la cui attivazione deve essere completata prima dello spirare del termine di erogazione dei fondi, il 30 giugno. Dopo le importanti tappe romane nelle Asl 1 e 2, a essere beneficiata è ora la provincia, un territorio da valorizzare, come da programma enunciato da Francesco Rocca al momento dell’insediamento nel marzo 2023. Nella Asl di Viterbo, per prima è arrivata il 17 marzo la Casa di comunità di Bagnoregio e il 30 è stata la volta di Bolsena, che assorbe un bacino di utenza di 17mila residenti nei comuni limitrofi: Acquapendente, San Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro, Gradoli, Latera, Proceno, Onano e la stessa Bolsena, le cui 3700 presenze fisse in estate diventano ben 10mila con i vacanzieri che arrivano a rilassarsi sul bellissimo lago. L’intervento, finanziato con 2 milioni e 250mila euro, connota un presidio basato su criteri di funzionalità coniugata all’accoglienza, in grado di rispondere in modo integrato ai bisogni di salute, sulla base di quanto previsto dal decreto ministeriale 77 del 2022. Assistenza sanitaria in primis e sociosanitaria per quei bisogni che trovano compimento nella integrazione, cronicità e fragilità di vario tipo in prima istanza. Secondo una ormai rodata organizzazione, la casa della salute è dotata di Punto unico di accesso (Pua) per la semplificazione dei percorsi, di Cup centro prenotazioni, dell’ambulatorio di cure primarie e infermieristico, della specialistica, la diagnostica di base e il centro prelievi, l’assistenza domiciliare (Adi) e gli screening per la prevenzione. La modalità è intercettare i bisogni della collettività e, in tal senso, la casa di Bolsena presenta un’altra novità: il progetto “Cammina per la tua salute” ovvero l’organizzazione di percorsi che hanno il duplice scopo di inculcare la cultura dei corretti stili di vita e scoprire i meravigliosi scorci del paesaggio. Presentati dallo stesso presidente Rocca, presente al simbolico taglio del nastro – la struttura è già attiva – insieme al direttore generale della Asl Egisto Bianconi e al sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte. Con tappa precedente al “Villaggio della comunità”, allestito per l’occasione in piazza Matteotti, in prossimità della Casa – che si trova in via IV Novembre – per avvicinare i cittadini alla prevenzione e favorire l’accesso consapevole ai servizi.

