Bimbo scosso: “Spesso la diagnosi è tardiva”
Vincenzo Tipo (Simeup), punta i riflettori sui potenziali danni di una sindrome da prevenire
Si chiude oggi la due giorni dedicata alla consapevolezza sulla sindrome del “Bimbo scosso” (Shaken Baby Syndrome), ancora poco conosciuta in Italia ma che, in pochi secondi, con una perdita momentanea del controllo, può provocare conseguenze gravissime. Per questo anche l’Italia si è mobilitata l’11 e il 12 aprile con le Giornate nazionali di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso, promosse dalla Simeup, Società italiana di medicina di emergenza e urgenza pediatrica, insieme a Terre des Hommes, con infopoint e monumenti illuminati di arancione in 150 città. Scuotere il bambino per calmarlo può provocare cecità, tetraplegia, disturbi dell’apprendimento e del coordinamento motorio e, in un caso su quattro, anche la morte. Nella maggior parte dei casi, questi bambini vengono intercettati proprio nei pronto soccorso pediatrici, che rappresentano il primo punto di contatto con il sistema sanitario, il vero fulcro della rete di riconoscimento e gestione di queste situazioni. È qui che si gioca una parte decisiva: nella capacità di sospettare precocemente, di attivare percorsi appropriati e di proteggere il bambino. È proprio da questa consapevolezza che nasce l’impegno della Simeup: portare informazione chiara e accessibile a chi si prende cura dei più piccoli, ma anche rafforzare il ruolo strategico dell’emergenza pediatrica come presidio clinico e culturale nella prevenzione del maltrattamento infantile. Con pochi, semplici gesti e con una rete preparata e consapevole, è possibile evitare una situazione di rischio e salvare la vita di un bambino. “Nella nostra esperienza quotidiana – sottolinea il presidente Simeup Vincenzo Tipo, primario del pronto soccorso dell’ospedale Santobono di Napoli – il pronto soccorso pediatrico rappresenta spesso il primo e decisivo punto di accesso per questi bambini. È qui che deve maturare la capacità di riconoscere anche i segnali più sfumati e attivare tempestivamente percorsi di tutela. Spesso quando la sindrome viene diagnosticata è già tardi per la comparsa di sintomi gravi. Per questo la Simeup è da sempre impegnata nel rafforzare le competenze dei professionisti dell’emergenza pediatrica e nel promuovere una cultura della prevenzione che coinvolga tutta la comunità. Proteggere un bambino significa anche saper leggere ciò che non è immediatamente evidente e intervenire prima che sia troppo tardi”.

