Lanciata dall’amministrazione di Nicola Zingaretti – e mai realmente entrata in funzione – disciplinata dalla legge regionale numero 17 approvata il 30 novembre 2021 e pubblicata due giorni dopo nel bollettino regionale, con l’Atto aziendale ora approvato, nasce la cosiddetta Azienda Zero, una mega-Asl che assume un ruolo cardine nella gestione della sanità del Lazio. Finalmente prende corpo, con tanto di uffici, dirigenti, funzionari, strutture e completa autonomia amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile, gestionale. Lo ha annunciato il presidente Francesco Rocca, che ha spiegato come, attraverso questa “Azienda delle aziende”, vera e propria holding delle già esistenti e penalizzate Asl, si opererà un accentramento, con recupero di risorse e maggiore controllo sui processi contabili, andando a incidere, nel medio e lungo periodo sulle più onerose voci di costo, che complessivamente ammontano a circa 6,9 miliardi di euro, pari al 63,4% del totale dei costi del Servizio sanitario regionale, con un costo di attivazione pari più o meno a 3.440.232. Azienda zero, sulla scia di quanto avviene già in Veneto, si occuperà di  asset strategici per il servizio sanitario regionale come la gestione dei pagamenti, la logistica, l’approvvigionamento di beni e servizi e tutto ciò che sovrintende alla architettura gestionale della sanità regionale. In seguito ad analitico esame della direzione regionale Bilancio e patrimonio, si stima che si possa arrivare, a regime, a 43 milioni di euro risparmiati annualmente in totale, raggiungendo l’equilibrio di costi e ricavi, come previsto dalla legge 243 del 2012 “Disposizioni per l’attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell’articolo 81, sesto comma, della Costituzione”. Il tutto, grazie alla integrazione dei servizi sanitari e affini, la unitarietà delle procedure, la riduzione dei prezzi di acquisto di beni e servizi, l’economia nelle transazioni, l’ottimizzazione della logistica, di approvvigionamenti, stoccaggio, archiviazione e trasporti. E in più la razionalizzazione amministrativa con il sistema informativo unificato. Anticipatrice dell’Azienda Zero, fu nel dicembre 2018 una proposta di legge del gruppo regionale del Movimento 5 stelle. Nel 2019 la direzione regionale Bilancio e patrimonio presentò una rigorosa analisi costi/benefici del nuovo organismo, con una stima riguardante il compenso annuo previsto per il direttore generale, o commissario, pari a 154mila euro mentre ai suoi collaboratori – direttore sanitario e amministrativo – spetterebbero 123mila euro e circa 50mila euro a ciascuno dei membri del collegio sindacale. Il costo di tutto il personale ammonterebbe a 1 milione 960mila e 24mila euro andrebbero a ognuno dei tre membri dell’Oiv, organismo interno di valutazione. Un milione se ne va per la dotazione strumentale ma, in compenso i risparmi garantiti, di circa 43 milioni, fanno pendere il piatto della bilancia a favore dell’Azienda delle aziende. Una stima incoraggiante per la Regione, a patto che le previsioni siano aderenti alla realtà.

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