Non vorremmo sembrare profetici ma, quando annunciammo che il 2026 sarebbe stato l’anno del robot non siamo andati lontani dalla verità https://www.sireneonline.it/wordpress/il-2026-sara-lanno-della-chirurgia-robotica/. Dopo i grandi ospedali romani, anche la provincia dice la sua in materia. E l’ospedale Santa Rosa di Viterbo (già Belcolle) conquista il primato tra le province del Lazio, con vari interventi che evidenziano organizzazione, flessibilità e competenza della struttura. La prima seduta operatoria ha riguardato l’Urologia e ha visto l’esecuzione di due interventi complessi: una eradicazione radicale della  prostata (prostatectomia) in ambito oncologico, e una pieloplastica, intervento urologico mininvasivo per correggere la stenosi che ostacola il deflusso dell’urina dal rene. L’offerta di chirurgia robotica però non si ferma a questo: sarà progressivamente estesa ad altre specialità, a partire dalla Chirurgia generale, con successive applicazioni che coinvolgeranno Ginecologia, Otorinolaringoiatria e Senologia. Il sistema chirurgico robotico di ultima generazione consente allo specialista di operare con una precisione altamente elevata, grazie al cosiddetto “sistema di visione 3D HD” – tecnologie avanzate che acquisiscono ed elaborano immagini tridimensionali ad alta definizione – e a strumenti mininvasivi che migliorano il controllo dei movimenti. L’introduzione di questa tecnica rappresenta il risultato di un investimento strategico della Asl di Viterbo pari a oltre cinque milioni, realizzato attraverso il noleggio quinquennale del sistema. Una scelta che consente di garantire un costante aggiornamento tecnologico, evitando l’obsolescenza e mantenendo elevati standard di performance clinica e assistenziale. “Si tratta di un risultato concreto della strategia regionale di rafforzamento della sanità pubblica attraverso investimenti mirati in tecnologia, competenze e qualità delle cure” ha commentato il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. “Portare interventi di alta complessità anche nei territori significa ridurre le disuguaglianze, contrastare la mobilità sanitaria passiva e garantire ai cittadini del Lazio cure moderne, sicure e all’avanguardia vicino a casa”, commenta ancora Rocca sui social. Tale traguardo è stato realizzato grazie a un lavoro di squadra tra Regione, Asl e professionisti sanitari, che dimostra come l’innovazione, se ben programmata, possa tradursi in benefici reali per i pazienti e per l’intero sistema sanitario regionale. Per il direttore generale della Asl di Viterbo Egisto Bianconi, “l’avvio della chirurgia robotica al Santa Rosa si inserisce in un percorso intrapreso, connotato dall’innalzamento del livello tecnologico e di complessità delle procedure chirurgiche che, sempre più con regolarità, siamo in grado di eseguire con i nostri professionisti, in tutta la rete ospedaliera”. Un significativo progresso i cui benefici per il paziente si traducono nella riduzione del dolore post-operatorio, degenze più brevi e rapido recupero funzionale, oltre alla riduzione della mobilità passiva.

 

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