Il fiore all’occhiello è il servizio di Medicina nucleare, che prende il via il 5 settembre, in presenza dei vertici aziendali e regionali ma il Nuovo ospedale dei Castelli, sulla via Nettunense, la lunga marcia verso importanti traguardi l’ha iniziata da tempo. Obiettivo primario, arrivare al numero di posti letto necessari per l’ampio bacino di utenza che afferisce al nosocomio così, dal mese di marzo sono aumentati di 22 unità i letti di Medicina interna e otto quelli in area di pronto soccorso/breve osservazione. A questi se ne sono aggiunti cinque in Oncologia e altrettanti in  neurologia, insieme all’assunzione di specialisti, tra cui tre oncologi, otto neurologi a cui tra breve dovrebbero sommarsi altri professionisti delle due specializzazioni, in tutto sei camici bianchi, per sopperire alle esigenze di una struttura sempre più in grado di rispondere alla domanda assistenziale. La parte del leone, in questa opera di potenziamento dell’ospedale, la fanno apparecchiature diagnostiche all’avanguardia, tra cui le complesse tecnologie per la Medicina nucleare, con dotazione di sistemi di sicurezza nei confronti della radioattività che mettono al riparo operatori e pazienti. Un investimento di tre milioni, che mira a rendere il nosocomio sicuro e affidabile punto di riferimento per il territorio dei Castelli, in un’ottica di potenziamento della sanità della provincia, uno degli obiettivi del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che fin dal discorso di insediamento aveva puntato su una sanità che non guardasse più soltanto alle strutture della Capitale ma a tutto il territorio regionale. “Una sanità più moderna, vicina e affidabile è la priorità della Regione Lazio” ha dichiarato Rocca in visita alla struttura, opinione condivisa dal direttore generale della Asl Roma 6 Giovanni Profico, che guarda con fiducia al futuro e a obiettivi di ampia portata, “per far sì che l’ospedale diventi un punto di riferimento per l’intera Regione Lazio”, ha auspicato. Le novità per l’ospedale nel territorio di Ariccia non finiscono qui. Altra importante tappa, entro breve, dovrebbe essere la dotazione della Pet, che si avvarrà di un sistema innovativo, quale la tomografia a emissione di positroni con immagini dettagliate di organi e tessuti interni, tale da rendere il servizio di diagnostica punto di riferimento per un vasto bacino di utenza. Un primo risultato, per il momento, è l’aumentata capacità del nosocomio, di prendere in carico il 40 per cento in più dei pazienti che transitano in pronto soccorso, grazie all’aumentata ricettività nei reparti. Una prima risposta, specie per anziani, cronici, soggetti afflitti da più patologie, che prima d’ora difficilmente trovavano risposte, nell’ampio comprensorio dei Castelli Romani se non dopo lunghe attese.

Commenti Facebook:

Commenti