Asl Roma 1, l’oncologia delle emozioni
Siglato un accordo per un progetto di umanizzazione del nuovo reparto
Oncologia ospedale Santo Spirito, nei piani dell’Asl Roma 1 c’è un nuovo reparto che mette al centro la persona con la massima attenzione alle relazioni umane. Ad esso si affiancherà il day hospital oncoematologico, da ristrutturare seguendo analoga impostazione. Per l’azienda sanitaria capitolina non è una novità l’umanizzazione delle cure ma, in questo caso, c’è un alleato in più: la Fondazione “Relazionésimo”, ente del Terzo settore senza fini di lucro, da due anni molto attiva in Veneto nel perseguire finalità di “promozione di modelli economici e sociali che valorizzano la centralità dell’uomo e delle relazioni umane”. Nata dall’intuizione di Ketty Panni e Ombretta Zulian, la Fondazione, avvalendosi della pregressa esperienza manageriale delle ideatrici, promuove per la Asl Roma 1 il progetto “Relazioni di cura: arte, interiorità e umanità”, che prenderà vita in seguito alla firma di una convenzione triennale sottoscritta il 26 maggio tra il direttore generale della Asl Giuseppe Quintavalle e la stessa Panni. Grazie all’intesa, sarà attivato un tavolo sperimentale di studio e lavoro per migliorare la degenza dei pazienti, in parallelo alla progettazione del nuovo servizio di oncologia. La Fondazione Relazionésimo contribuirà con apporti culturali, metodologici e scientifici su tre fronti principali: la qualità dell’ambiente di degenza con interventi su orientamento, leggibilità degli spazi, percezione del tempo, comfort, calma e tutela della riservatezza, l’integrazione di elementi artistici e la valorizzazione della dimensione relazionale nell’esperienza di cura. L’impianto culturale del progetto si regge su due pilastri. Il primo è quello delle neuroscienze e della neuroestetica, una disciplina sviluppatasi negli Stati Uniti negli anni Novanta e subito recepita in Italia, tanto da far attivare, presso l’Università Tor Vergata di Roma, un master afferente alla facoltà di Medicina e chirurgia che forma professionisti in grado di progettare luoghi di cura che migliorano sensibilmente la qualità della vita dei pazienti e di chi li assiste, contribuendo ad abbassare il livello di stress dei malati nei confronti della loro patologia. Il secondo è la cornice valoriale elaborata dalla Fondazione, che pone la qualità delle relazioni al centro di ogni progetto educativo, culturale e di cura. il progetto è stato illustrato in un convegno tenutosi all’ospedale Santo Spirito il Sassia il 26 maggio, a cui ha partecipato Luca Cipriani, presidente della Società italiana di geriatria ospedale e territorio (Sigot) e direttore del dipartimento delle specialità mediche dell’Asl Roma 1. Apprezzamento è stato espresso dal direttore Quintavalle che ritiene l’accordo “Un passo fondamentale nel percorso di modernizzazione e umanizzazione delle strutture sanitarie” in ossequio all’impegno della Regione Lazio sensibile alla dignità, le emozioni, l’empatia nel rapporto di cura e le necessità dei pazienti. Perché la relazione diventi una risorsa concreta e non un’astrazione.

