Arte, umanizzazione e prevenzione: presentate il 23 aprile alla Regione Lazio due iniziative che parlano un’unica lingua: quella della sanità che si prende totalmente cura della persona. Del corpo, della mente, dell’esperienza. La donazione agli Istituti fisioterapici ospitalieri (Ifo) dell’opera “Uno Uno” dell’artista napoletana “MP5”, attiva nel panorama ‘underground’ e ‘controculturale’ europeo, viene ad affiancarsi ai programmi di prevenzione rivolti alla popolazione, che dal 2027 porteranno nei quartieri unità mobili sanitarie per screening gratuiti per la diagnosi precoce del tumore al polmone. Tutto si colloca nell’ambito del progetto “Ifo è Arte”, ovvero l’Istituto romano di ricovero e cura, da tempo molto attento all’umanizzazione dei percorsi, coniuga la prevenzione e la bellezza, la scienza e l’umanità che “non sono mondi separati ma si rafforzano a vicenda”, scrive in un comunicato la direzione. Svelata nella settimana dedicata alla salute della donna, l’opera dell’artista, che attualmente lavora a Roma, rappresenta l’incontro tra persone, vicinanza e protezione reciproca, sentimenti molto vivi in chi si reca in ospedale per curare patologie complesse. Posta all’inizio del colonnato dell’ingresso principale, sembra voler raccogliere  preoccupazioni, paure, aspettative di chi si appresta ad essere accolto in un percorso di assistenza, riempiendo lo spazio con il linguaggio universale dell’arte, in grado di trasmettere empatia e vicinanza. Un modo per cambiare la percezione della cura, che assume una visione globale: non più cura della malattia ma considerazione della persona. Una fragilità vissuta non più come isolamento ma sensazione collettiva che si connota con la solidarietà e il dialogo. L’arte agisce profondamente sul benessere delle persone, come evidenziato dallOrganizzazione mondiale della sanità. La bellezza ha la capacità di aprire spazi interiori, alleviare la tensione, restituire un senso di normalità anche nei momenti più difficili. Il progetto “Ifo è Arte”, realizzato da Bam grazie al sostegno dell’Istituto farmacologico Gentili, reinventa gli ambienti ospedalieri trasformandoli in spazi vivi, capaci di generare benessere mentale e visivo. Condivide questo percorso la Regione Lazio, che ha ospitato la conferenza stampa di presentazione con la partecipazione del presidente Francesco Rocca che ha sottolineato l’importanza di “rendere accoglienti gli ospedali, luoghi ad alta intensità emotiva e decorosi i luoghi di lavoro, anche per chi vi trascorre ore ed ore”. Nell’occasione è stata annunciata la campagna di prevenzione di tumore al polmone, finanziata interamente dall’Istituto Gentili, con l’unità mobile attrezzata e Tac a bassa dose che avvicinerà la salute alle persone. Una iniziativa che si inserisce nel programma ministeriale ‘Risp – Rete italiana screening polmonare’ a cui l’Ifo aderisce come unico centro nel Lazio, per contrastare il ‘Big killer’ con 44mila nuovi casi l’anno e una bassa sopravvivenza a cinque anni – 16% negli uomini e 23% nelle donne – a causa del ritardo nella diagnosi. “Una sanità pubblica al servizio dei bisogni reali” ha ribadito il direttore generale degli Ifo Livio De Angelis, sottolineando come sia importante curare le persone, non le malattie.

 

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