Arte e salute: “Martellate” di poesia e speranza agli Ifo
Donati due quadri di Marcello Maloberti agli Istituti Fisioterapici ospitalieri di Roma
Arte e salute, un binomio di provata efficacia, che spinge molte realtà sanitarie ad aprirsi al bello e all’opera dell’ingegno umano. Due rappresentazioni dell’artista Marcello Maloberti trovano la loro nuova collocazione nell’atrio principale degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri (Ifo) di Roma, spazio attraversato ogni giorno da migliaia di persone. “A mia insaputa sbocciano le rose” e “Ridere l’immenso”, pastelli a olio su carta, pinze in acciaio, appartenenti alla serie “Martellate”, sono le opere donate grazie al sostegno di Istituto Gentili, da anni attivo in oncologia, oncoematologia e terapie di supporto, che affianca alla propria missione scientifica il sostegno all’arte e alla cultura come strumenti di benessere collettivo. Le “Martellate” sono una raccolta di messaggi, nati come slogan e visione del mondo del sessantenne artista lombardo, scaturiti dal suo sguardo neorealista e onirico, che scritti a pennarello o a pastello nero irrompono sulla pagina bianca con l’urgenza di un titolo. Parole-immagine che restano nella testa martellando i pensieri. Messaggi immediati, essenziali, capaci di restare nella memoria che, in un luogo di cura, assumono un più intenso significato. “Ridere l’immenso” richiama la capacità di trovare leggerezza anche di fronte alle prove più impegnative. “A mia insaputa sbocciano le rose” evoca la possibilità che qualcosa di inatteso e vitale possa fiorire anche nei momenti più fragili. Parole nate dagli incontri quotidiani, dal basso, dalla strada. “Le affido al suo istituto perché possano portare luce e sorriso anche in ospedale”, è il messaggio che l’artista ha rivolto a Livio De Angelis, direttore generale degli Ifo. “Prendersi cura della persona significa occuparsi di tutto ciò che la circonda: gli spazi che abita, le emozioni che attraversa, le relazioni che la sostengono – è la replica di De Angelis – accogliere le opere di Marcello Maloberti nei nostri spazi nasce da questa convinzione, resa possibile da una rete di collaborazioni con chi condivide lo stesso sguardo. Quando persone e istituzioni scelgono di affiancarci con generosità e visione, la cura si allarga, diventa comunità. E la bellezza, per chi entra nei nostri Istituti, diventa parte della terapia”, aggiunge il direttore. Una visione della cura a 360 gradi, che mette al centro la dimensione umana e relazionale della persona.

