In una sanità apparentemente in affanno, l’attivazione di un nuovo servizio assume, per i cittadini, un grande significato e si trasforma in un momento di festa. Ė quanto accaduto lunedì 16 giugno a Morlupo, suggestivo borgo a nord di Roma, immerso tra il parco di Veio e la Valle del Tevere, dove è stata attivata una nuova postazione del servizio di emergenza/urgenza 118, gestito dall’Ares, azienda regionale emergenza sanitaria. Sono molto chiari, in tal senso, i messaggi sui social, che parlano di “una giornata importante per la comunità che segna un passo avanti nella tutela della salute pubblica e nel rafforzamento del sistema di emergenza sul territorio”. Un traguardo sotto tutti i punti di vista la nuova sede delle ambulanze, che si affianca ad altri presidi sul territorio come le case di comunità di Fiano e Formello e che dà sicurezza ai cittadini, che da ora in poi possono contare, in caso di bisogno, su un efficiente servizio di assistenza, in grado di provvedere a eventuali urgenze relative alla salute. Alla nuova postazione, che si trova nella strada intitolata allo storico e indomito sindacalista Giuseppe Di Vittorio, ha portato il saluto una nutrita rappresentanza dell’amministrazione comunale, con in testa il primo cittadino Ettore Iacomussi, insieme ai rappresentanti della Regione Lazio, consiglieri Nazzareno Neri, Edy Palazzi, Micol Grasselli, con il commissario dell’Ente Parco di Veio Giorgio Polesi, a testimonianza che la natura e i corretti stili di vita sono strettamente correlati alla buona salute. E il nesso con Di Vittorio è evidente: al pari di quella che un tempo poteva essere una conquista sindacale, oggi la dotazione di un presidio sanitario è vista come un importante traguardo, non sono per gli ottomila e passa residenti di Morlupo ma per tutto il bacino di utenza dell’area, che l’estate lievita, considerata la vicinanza del lago di Bracciano. Così, chi dovesse accusare malori, sintomi di infarto, ictus, emorragie, subire cadute, incidenti stradali e tutte le situazioni in cui è messa a rischio la vita ha una sicurezza in più, con un servizio gratuito, attivo 24 ore su 24, facilmente raggiungibile per telefono. Ė passato tanto tempo da quel 1992, anno di adozione del primo decreto denominato “Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza”, l’atto di nascita del 118 e da allora, il sistema si è ramificato in tutto il territorio, con le sue centrali operative, le postazioni delle ambulanze e, punta di diamante, con il servizio di elisoccorso, in grado di condurre persone il cui stato di salute è gravemente compromesso, nel polo ospedaliero più adeguato. Si è diffusa una maggiore consapevolezza tra i cittadini sulle modalità con cui rivolgersi al sistema di emergenza. Una chiamata salva la vita, recitava un vecchio slogan pubblicitario e, nel caso del 118 questo è assolutamente vero, specie se si declinano correttamente tutte le informazioni necessarie al soccorso. Una sicurezza in più per la collettività e un investimento sulla salute, diritto costituzionalmente garantito.

 

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